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La London Fashion Week Men’s in 5 highlights

Martina D'Amelio
9 gennaio 2018

Uno scatto della sfilata Chalayan AW18/19: lo stilista è uno dei (pochi) big andati in scena alla LFW

Un programma ridotto all’essenziale per la London Fashion Week Men’s, che ha dato l’avvio alla stagione delle sfilate al maschile e si è appena chiusa a Londra. Tra i soli 45 appuntamenti in calendario, ecco le 5 cose che ricorderemo di questa breve settimana della moda inglese.

Un frame della sfilata via posta di Vivienne Westwood AW18/19

  1. La sfilata via mail di Vivienne Westwood – Il giorno più emblematico della settimana della moda maschile di Londra è proprio l’ultimo, che vede Vivienne Westwood impegnata in un non-fashion show fuori dagli schemi. Ai gentili ospiti raggiunti tramite casella di posta è apparso un video di circa tre minuti, girato in orari notturni e in quello che ha tutta l’apparenza di essere un backstage. Protagonisti i modelli vestiti in puro warrior style e la stessa designer, il tutto condito da bandiere dell’UE, sacchi da trincea e slogan. E poi, gli abiti: colorati a richiamare inconsuete uniformi unisex, dal rosso più military al rosa. Una collezione stravagante ma inaspettatamente portabile.

Il figlio di Liam Gallagher protagonista della presentazione di Belstaff

  1. I capispalla di Belstaff indossati dal figlio di Liam Gallagher – Anche Belstaff, marchio inglese re dei capispalla, è protagonista dell’ultimo giorno della LFW con una presentazione a base di capi motorcycle per lui e per lei. La giacca in pelle più cool del prossimo autunno-inverno 2018/2019? Quella in pelle marrone con fodera check indossata dal figlio dell’ex frontman degli Oasis Liam Gallagher, che si chiama Jhon (omaggio a Lennon), ha 18 anni e di professione fa il modello. Ed è identico al papà.

Un’immagine della sfilata Ben Sherman x House of Holland

  1. Ben Sherman x House of Holland. La LFW si è aperta invece con il debutto in passerella di un’esclusiva capsule collection: quella firmata per Ben Sherman, l’iconico marchio britannico di abbigliamento maschile, dal designer emergente dell’anno Henry Holland. Una capsule collection unisex per l’autunno-inverno 2018/2019 in 29 pezzi che celebra lo street style e lo spirito ribelle tipico dell’Inghilterra, con capi anni Settanta contraddistinti da stampe retrò e slogan ispirati alle subculture musicali.

Uno scatto della sfilata AW18/19 di What We Wear

  1. Le label di cui sentiremo parlare. Tra tutte le label semisconosciute che si sono avvicendate sulle passerelle della LFW, sono almeno 4 quelle di cui sentiremo parlare. La prima è Craig Green: lo stilista eponimo è stato eletto British Designer of The Year negli ultimi due anni, ne ha 31 ed è amato da celebe star del calibro di Kanye West e Rihanna. I “colleghi” di Tinieh Tempah, che si è distinto sul catwalk con la linea del suo brand streetwear What We Wear, fatto di tracksuit e bomber. E poi Wood Wood, una vecchia conoscenza per Milano, dove è approdato l’anno scorso per traslocare ora a Londra: la collezione è un inno al fusion contemporaneo. Non avete mai sentito parlare di Kent and Curwen? Si tratta di un marchio dall’eleganza rilassata in puro stile British, che vede come investitore e testimonial David Beckham. Immancabile anche alla presentazione londinese insieme al figlio Romeo, tenutasi a pochi passi dal nuovo shop di Covent Garden.

David Beckham da Kent and Curwen

  1. I grandi assenti. Ciò che più ricorderemo di questa London Fashion Week? Senza dubbio, i grandi assenti. Sono almeno 12 le defezioni rispetto alla scorsa stagione, anche se molti big brand hanno migrato già da tempo. A partire da Paul Smith e Alexander McQueen (che preferiscono Parigi), per arrivare a JW Anderson, oltre a Burberry (che punta sul co-ed durante la settimana della moda femminile). I “nuovi” assenti? Hackett London e Nigel Cabourn.

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