Cinema

La lotta per diventare adulti

Michela D'Agata
15 marzo 2018

Scritto e diretto da Greta Gerwig Lady Bird ha trionfato ai Golden Globes vincendo ben due statuette (Miglior film commedia e miglior attrice per Saoirse Ronan in un film commedia) e ottenuto ben 5 candidature ai premi Oscar, tra cui miglior film e miglior sceneggiatura originale, purtroppo non risultando vincitore.

Catherine McPherson (Saoirse Ronan) è un’insicura ed ordinaria diciassettenne da capelli rosa che vive nella periferia di Sacramento con i genitori e con il fratello adottato, frequenta l’ultimo anno di un liceo cattolico e Lady Bird è il sofisticato soprannome si è autoassegnata in uno slancio di ribelle autodeterminazione o forse solo per infastidire la madre ipercritica da cui non vede l’ora di separarsi. Lady Bird vuole scappare via dalla tanto odiata citta natale e sogna di poter andare all’università nella grande mela. Per accumulare crediti in vista dell’iscrizione al college si unirà al corso di re­­citazione della scuola insieme alla sua migliore amica Julie (Beanie Feldstein). Da lì in poi la storia prenderà pieghe inaspettate: il fidanzatino incontrato al corso di teatro si scoprirà non essere quello che diceva di essere, Catherine cambierà poi compagnia di amici abbandonando Juile e conoscerà Kyle (Timotheè Chalamet, già visto in Chiamami con il tuo nome), un musicista bello e dannato con cui inizierà a frequentarsi… Sul fronte famigliare incombono invece ulteriori drammi: il padre perderà il lavoro e il rapporto madre figlia diventerà sempre più drammatico e conflittuale al limite del tragicomico. Riuscirà Lady Bird a sopravvivere all’adolescenza e a lasciare il nido?

Accolto positivamente da tutta la critica internazionale Lady Bird non è (come potrebbe legittimamente sembrare) solo un semplice racconto di formazione per ragazzini, è molto di più. In parte autobiografico per stessa ammissione della regista e sceneggiatrice Greta Gerwig la pellicola racconta con grande ironia e sofisticatezza uno dei momenti cruciali nella vita degli adolescenti americani: l’ultimo anno del liceo che segna il passaggio tra adolescenza ed età adulta e che spesso segna l’allontanamento dalla propria famiglia. Lady Bird vuole spiccare il volo, vuole abbandonare il ruolo di outsider a cui è rilegata tanto da diventare sgradevolmente ambiziosa, egoista e polemica, tanto anche da non rendersi conto di cosa accade nella sua stessa famiglia. Litiga costantemente con la madre che vuole che si iscriva al college vicino casa e che vuole che lei “diventi la versione migliore di se stessa”. Lady Bird ha perennemente l’ansia di non vivere al meglio la sua adolescenza e ha la fretta di bruciare le tappe finendo per dare amore, attenzione ed ammirazione a persone che non se le meritano, trascurando quelle che invece le sono sempre state accanto. Lady Bird potenzialmente è quello che tutti noi siamo stati. Ed è in questo che sta la forza della pellicola: veicolare un messaggio universale con una abilità tale da riuscire a suscitare una reale empatia nello spettatore tenendo magicamente il tutto in equilibrio tra isterismi, tragicità ed ironia. Da un lato vi spezzerà il cuore e dall’altro farà sentire compreso, almeno per una volta, l’adolescente che c’è in voi.


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