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La mia Venezia 76

Eliana Miglio
8 Settembre 2019

Abito Kolchagov Barba e gioielli Bizzotto

Terminata ieri sera, la 76esima edizione del Festival di Venezia è finalmente tornata a puntare i suoi riflettori sulla Settima Arte, i film, gli attori, le proiezioni e i premi, lasciando ai margini tutto il resto.
Mi spiego meglio: quest’anno come non mai sul red carpet ho percepito lo stacco netto tra i cosiddetti influencer, accorsi da ogni dove per avere il loro minuto di notorietà, e chi al cinema ha dedicato con passione e dedizione la propria vita. Mondi paralleli che non si incontrano.
Certo, un discorso a parte va fatto per Chiara Ferragni che non a caso si è dimostrata molto abile nel non voler fare ombra a nessuno, portando avanti invece il suo brand e il docu-film sulla sua vita, “Unposted”, diretto da Elisa Amoruso. La proiezione è stata senz’altro uno degli eventi più attesi, vuoi per la curiosità che suscitava, vuoi perche’sicuramente permetteva a molti di criticare… senza averlo visto!

Da parte mia, ho trascorso due bellissimi giorni in Laguna per presentare “Roller Coaster”, un cortometraggio diretto da Manuela Jael Procaccia che mi vede protagonista con Chiara Iezzi.
Il momento migliore? La conclusione del Festival con la vittoria di Luca Marinelli per il film “Martin Eden” di Pietro Marcello: mi ha riempito di gioia; è un grande attore italiano, Coppa Volpi meritatissima.



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