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La mises da Prima della Scala declinate al maschile

Alberto Corrado
2 dicembre 2015

FOTO D'APERTURA

Manca ormai poco all’attesa Prima della Scala, quando si alzerà il sipario sulla Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi, una delle meno rappresentate durante la sua lunga vita, ispirata dalla lotta per le libertà dei francesi contro gli inglesi.

Dirige il maestro Riccardo Chailly, per un’opera in un prologo e tre atti che lascerà col fiato sospeso gli spettatori del Piermarini. Chi non sarà in Sala il 7 dicembre potrà gustarsi l’opera in diretta su Rai5 e RaiHd, in radio su Radio3 oppure dai tanti maxischermi sparsi per Milano.
E come ogni anno la Prima della Scala non è solo musica, è anche tanto, tanto glam, per offrire al mondo la visione più accattivante di sé.

Se alle donne tutto questo indaffararsi intorno al look da sfoggiare è concesso a piene mani, quando tocca agli uomini i contorni della faccenda cambiano un po’. Fino a che a punto il dress up al maschile è sintomo di raffinatezza e cura di sé?

Niente è too much per una donna, mentre i gentiluomini sanno di camminare su un terreno minato. Perché tolti gli intramontabili smoking e frac, ogni presa di posizione autonoma rispetto al diktat imperanti può nascondere una gaffe.

Vero è che danzatori, attori, entertainer e pop star affrontano il tappetto rosso con addosso brillanti, broccati e lustrini. Che piaccia o meno, si tratta di una categoria a parte.

Poi ci sono i natural born charmer, artisti dal savori être sin dalla culla, splendidi in tuxedo. E nemmeno quelli fanno testo per carisma e individualità.

Resta la maggioranza non paparazzata, nella quasi totalità dei casi ben felice di un anonimato a prova di gossip.

C’è un pubblico in pantaloni allergico agli eccessi, eppure desideroso di aderire con equilibrata virilità a un codice vestimentario da Prima della Scala, che per questo inverno ripesca accenti tra il dandy e il vittoriano. Osa qualche fiocco sulle camicie come un novello Dorian Gray, escogitando il giusto compromesso tra audacia e portabilità. Per esempio, ammantando il tutto di un nero ottocentesco e austero, tenebroso nei cappottini, negli abiti a tre pezzi, grazie all’aggiunta del gilet, e nelle importanti cappe, mantelle e pellicce da palco all’opera. E restando sulle nuances crepuscolari anche quando sulla scena ritorna protagonista il velluto, luminoso e liscio, grande redivivo dell’evening attire. Magari abbinato a un paio di pantaloni a scacchi eye-catching.

  • Giorgio Armani

  • Carlo Pignatelli

  • Christian Dior

  • Dolce & Gabbana

  • Gucci

  • Dsquared2

  • Mario Dice

  • Emporio Armani

  • Christian Pellizzari

  • Massimo Rebecchi

  • Hermès

  • Ermenegildo Zegna

  • Vivienne Westwood

  • Paul Smith

  • John Richmond


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