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La moda del balletto: per un 2020 a passo di stile

Mia Damiani
27 Gennaio 2020

I ballerini vestiti Dior per il balletto Le Nuit Blanche dell’Opera di Roma

Un connubio dalla lunga storia, quello tra la moda e il balletto. Che anche oggi continua ad affascinare, con costumi di scena e mostre dedicate.

Cresce l’attesa per il balletto Les Étoiles, organizzato e curato da Daniele Cipriani all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in programma da stasera fino al 26 gennaio: a vestire il coreano Young Gyu Choi del Balletto Nazionale Olandese e il madrileno Sergio Bernal del Ballet Nacional de España, protagonisti dello show, sarà Roberto Capucci. Il celebre stilista per il danzatore coreano che interpreta l’assolo dell’Idolo d’oro in Les Étoiles ha immaginato un costume decorato con foglie auree e un casco a punta; mentre il ballerino spagnolo indosserà un pantalone in velluto amaranto e ricami d’oro, tagliato a corolla, realizzato appositamente per lui dal sarto romano.

Il bozzetto del costume di scena di Sergio Bernal disegnato da Capucci

Capucci è solo l’ultimo di una serie di grandi fashion designer che hanno vestito ballerini. L’incontro tra danza e moda infatti è nato nei primi del Novecento grazie alla geniale intuizione dell’impresario dei Ballets Russes, Serghei Diaghilev, che per primo commissionò costumi di scena ai couturier. Una su tutti, Coco Chanel, tra le pioniere del genere, autrice dei costumi di Le Train Bleu. A seguirla, Giorgio Armani, Missoni, Valentino, Dior, Versace.

I costumi disegnati da Coco Chanel nel 1924 per il balletto Le Train bleu

Proprio le creazioni tra balletto e moda sono protagoniste delle mostre imperdibili d’inizio gennaio: il Centre national du costume descène di Moulins, a due ore di treno da Parigi, rende omaggio a questa strana coppia con Couturiers de la danse de Chanel à Versace, curata dal giornalista Philippe Noisette e allestita dallo scenografo e artista Marco Mencacci. 130 pezzi esposti in un percorso tematico, che vedono scendere in pista tutti i più grandi designer della storia. Al centro dell’exhibition il capo icona, il tutù, rivisitato da Jean-Paul Gaultier, squadrato da Viktor & Rolf, trasformato in scultura contemporanea da Gareth Puig o black and white à la Karl Lagerfeld. Presenti in Francia fino al 3 maggio anche le creazioni realizzate per i balletti più recenti, come i costumi di Renaissance by Balmain e gli abiti floreali di Maria grazia Chiuri per il balletto dell’Operadi Roma.

I costumi di Gianni Versace per lo spettacolo Barocco Bel Canto

Aprirà invece battenti l’11 febbraio la mostra Ballerina: Fashion’s modern muse, organizzata da Patricia Mears, vice direttore del Mfit, presso il Museo del Fashion Institute of Technology di New York. C’è tempo fino al 18 aprile per ripercorrere le tappe della moda e della danza negli anni tra le due guerre del ventesimo secolo. Protagonista il look della ballerina, una figura eterea e glamour, e l’influenza che ha avuto sull’alta moda dai primi anni Trenta alla fine degli anni Settanta. 90 abiti e accessori, firmati tra gli altri da Chanel, Christian Dior e Charles James raccontano le ispirazioni estetiche tratte da balletti classici come Giselle, Il Lago dei cigni e La Bella Addormentata. Le creazioni sono intervallate da una selezione di tutù indossati da grandi star della danza, come Anna Pavlova e Margot Fonteyn. E poi i costumi innovativi disegnati da Christian Bérard per i Ballets Russes di Monte Carlo, da Barbara Karinska per il New York City Ballet e da Geoffrey Holder per il Dance Theatre di Harlem. Uno spazio è riservato anche all’activewear dei balletti contemporanei, con nomi che vanno da Claire McCardell, Vera Maxwell a Stephen Burrows. Per un 2020 a passo di stile.

 

 



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