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La moda in soccorso di Notre Dame

Martina D'Amelio
17 Aprile 2019

La Cattedrale di Notre Dame a Parigi, devastata dalle fiamme in un incendio scoppiato alle 18.30 di lunedì 15 aprile 2019

L’incendio divampato a Notre Dame ha profondamente colpito l’opinione pubblica. E anche il mondo della moda è rimasto sgomento di fronte a circa 900 anni di storia andati in fumo, tanto da aver deciso di finanziare (cospicuamente) la ricostruzione della Cattedrale simbolo di Parigi.

Un colpo al cuore dell’arte e del sacro. Ma anche una grandissima perdita per tutti. Talmente sentita, da smuovere gli animi verso generose elargizioni, anche nel campo della moda. La prima arriva da uno dei colossi del fashion che proprio in Francia ha la sua sede operativa: si tratta del gruppo Kering, a cui fanno capo brand del calibro di Gucci, Balenciaga, Saint Laurent, Alexander McQueen e Stella McCartney. La donazione è stata annunciata proprio dal ceo del gruppo, Francois-Henri Pinault, che parteciperà ai lavori di restauro con una cifra imponente: 100 milioni di euro, per ridare Notre Dame ai francesi.

Il presidente di Groupe Artémis e Kering ha infatti dichiarato al quotidiano francese Le Figaro: Mio padre ed io abbiamo deciso di destinare 100 milioni di euro del nostro fondo Artemis per partecipare a tutti gli sforzi necessari per la ricostruzione. Di fronte a una tragedia di tale portata, ognuno desidera di ridare vita il più presto possibile a questo gioiello del nostro patrimonio”.
Un gesto nobile e immediato dal mondo della moda. Ma ovviamente i concorrenti non potevano restare a guardare: ugualmente spontaneo è stato il riscontro dell’altro polo del lusso francese, LVMH, che conta in portfolio oltre 70 marchi, tra cui
Christian Dior, Bulgari, Guerlain e Louis Vuitton.

La famiglia Arnault, si legge sul Corriere della Sera, donerà ben 200 milioni per la restaurazione della cattedrale gotica. Una gara di beneficenza a tutto fashion? Staremo a vedere chi saranno i prossimi “concorrenti”.



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