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La mostra “Balenciaga e la pittura spagnola”: ecco perché vale una visita

Martina D'Amelio
24 Giugno 2019

Il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid mette in mostra il legame tra le creazioni di uno degli stilisti spagnoli più celebri, Cristóbal Balenciaga, e la pittura spagnola nel periodo compreso tra il XVI e il XX secolo. Un’exhibition dedicata a tutti gli amanti della moda e dell’arte: ecco perché vale una visita.

La rassegna, curata da Eloy Martínez de la Pera, comprende una selezione di opere appartenenti a collezioni di diversi musei, a partire dal Prado (con 13 opere) per arrivare ai musei di Belle Arti di Siviglia, Valencia e Bilbao, datate fra il Cinquecento e il Novecento. In abbinamento ai quadri di grandi maestri spagnoli come El Greco, Velázquez, Murillo, Carreño de Miranda, Zurbarán, Goya, Madrazo e Zuloaga sono presenti capi di abbigliamento mai esposti prima al pubblico, provenienti dal Museo Balenciaga di Getaria e dal Museo del Costume di Madrid.

Rodrigo de Villandrando, Isabel de Borbón, Wife of Philip IV (ca. 1620), e Cristóbal Balenciaga, Wedding dress, 1957

Balenciaga e la pittura spagnola”, questo il titolo dell’esposizione, illustra come nelle creazioni dell’indimenticato designer – 90 per la precisione – sia possibile riscontrare le linee dei costumi dell’epoca, i look dei ballerini di flamenco, elementi brillanti del “traje de luces” dei toreri, i tratti dell’abbigliamento dei protagonisti dei casati reali. Lo stilista originario di Getaria trovò nella pittura spagnola una vera e propria fonte di ispirazione, come dimostrato dalla mostra che accosta, a dialogare tra loro, i dipinti ai suoi vestiti, secondo un percorso cronologico che evidenzia le diverse connessioni, sottolineando la contemporaneità dello stilista e di un legame in grado di oltrepassare il limite dei secoli.

Così, si scorgono assonanze nascoste tra la veste da sera in taffetà e il Retrato de María del Rosario de Silva y Gurtubay, duquesa de Alba (1921) di Ignacio Zuloaga; e l’Offerta a Flora (1627) di Juan van der Hamen y Gómez de León, la celebre natura morta proveniente dal Prado, è esposta fianco a fianco a un abito in seta a fiori del 1958.

Gabriel de la Corte, Flowers in a Glass Vase (2°metà del XVII secolo), e Cristóbal Balenciaga, Evening coat (1964)

E ancora, altri affascinanti riferimenti: i vestiti che Balenciaga creò per la Regina del Belgio Fabiola nel 1960 sono accostati ai ritratti di papi e sacerdoti di Francisco Zurbarán (1628-1634); gli abiti color nero corvino ricordano i chiaroscuri di El Greco; e gli accessori decorativi scarlatti della duchessa di Alba, dipinta da Francisco de Goya nel 1795, richiamano i tocchi di raso rosso firmati Balenciaga negli anni ’50. E poi le ghirlande floreali dipinte nel XVII secolo da Gabriel de la Corte e l’intenso lavoro manuale nelle decorazioni floreali create dallo stilista.

Vi abbiamo convinti? Avete tempo fino al 22 settembre per prenotare una visita.

Balenciaga e la pittura spagnola
Fino al 22 settembre 2019
Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza (Madrid)



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