Sport

La partita delle stelle NBA: va in scena l’All Star Weekend

Alessandro Cassaghi
11 Febbraio 2019

Gli appassionati di basket hanno già cerchiato la data con il pennarello rosso sul calendario: nel weekend che va da venerdì 15 a domenica 17, vietato dormire! Va in scena l’All Star Weekend NBA, che culmina con la partita delle stelle. In questo fine settimana a tutto basket, si susseguiranno la partita tra celebrità, il match tra i giocatori professionisti da uno a due anni, la gara di abilità, la sfida del tiro da tre punti, la spettacolare slam dunk contest e, infine, il match delle stelle. Andiamo a vedere qualche curiosità su ogni evento “nell’evento”.

L’unica partita dove potete vedere Justin Bieber sfidare Jamie Foxx. L’NBA All Star Weekend inizierà venerdì sera (quando in Italia sarà notte per via del fuso orario) con una serie di esibizioni da parte di stelle del cinema, della musica, della tv e anche qualche ex giocatore NBA. Lo scorso anno la partita tra vip era di scena a Los Angeles, e due stelle di Hollywood ne hanno approfittato per infilarsi i pantaloncini: la popstar Justin Bieber giocava nei Lakers Vip contro Jamie Foxx, attore hollywoodiano dei Clippers Vip. Vedendo i video della partita, Justin, ci sentiamo di dirti una cosa se ci stai leggendo: hai più talento nel canto che con la palla in mano!

I giovani si sfidano: USA contro resto del mondo. Sempre venerdì andrà in scena la partita di cartello del primo giorno del weekend, il Rising Star Challenge. In questa sfida si fronteggiano i professionisti al primo e al secondo anno divisi nelle squadre rappresentanti degli USA e del resto del mondo. Occhi puntati tra i due giovanissimi campioni Trae Young e Luka Doncic, sloveno idolo anche di molti tifosi italiani. Trae è il miglior passatore tra i giovani (ha solo 20 anni), mentre Luka, diciannovenne che ha fatto il salto tra i “pro” nel 2018, è in generale il miglior “primo anno” europeo che si sia mai visto. Ma attenzione, perché stavolta i flash dei fotografi potrebbero essere catalizzati da un’estranea al gioco sul campo: sui social è “mamma di Doncic mania” con Mirjam Poterbin, una delle donne più belle della Slovenia. Occhio Luka, mamma ti ruba la scena!

Sabato, tempo di divertimenti: gare di abilità e tiri da tre punti. Passato il venerdì notte senza chiudere occhio? Bene, perché sabato scordatevi pure di dormire! Si parte forte, con la Skills Challenge, una speciale gara di abilità (una sorta di percorso “a ostacoli” per professionisti della palla a spicchi) nella quale i giocatori zigzagano tra sagome per evitarle, passano la palla in un cesto, altra zingarata tra i birilli per poi concludere con tiri dalla lunghissima distanza o con un comodo appoggio da cameriere. Senza avversari, così tutto è più facile. Si lotta solo… contro il cronometro! Dopo la sfida, parte la gara dei tiri da tre: anche qui, una lotta contro se stessi e contro il tempo, prendendo il più velocemente il pallone dalla cesta e infilandolo a canestro. Sono 25 palloni totali in cinque carrelli posizionati in cinque posizioni diverse della linea da tre punti. Nove palloni valgono due punti, 16 valgono un punto, quindi in totale sono 34 punti. Il record appartiene a Devin Booker dei Phoenix Suns che ha registrato uno strabiliante 28. Ma c’è un po’ d’Italia nella storia della gare dei tre punti: Marco Belinelli dei San Antonio Spurs ha vinto la sfida nel 2014.

Emozioni a non finire con la gara delle schiacciate. Ok, arrivano le tre del mattino italiane. Che fate, vi fate un pisolino o bevete un caffè prima di vedere schiacchiate pazzesche? Lo Slam Dunk Contest è di certo uno degli eventi più emozionanti del weekend delle stelle, e possiamo capirlo solo andando a sbirciare qualche vecchio contest su YouTube: potremo vedere Michael Jordan nel 1988 realizzare lo stacco dalla linea del tiro libero, il movimento preso a imitazione del logo Jordan poi trasferito sulle sue scarpe personalizzate. Oppure come non dimenticare Vince Carter, quando nel 2000 infilò tutto l’avambraccio nel canestro? Con il passare del tempo l’atletismo ha ceduto il posto alla creatività: Dwight Howard nel 2009 con indosso un mantello da Super Man, dopo essersi cambiato in una cabina telefonica, schiacciò in un canestro alto 3 metri e 65 centimetri, più alto di quello tradizionale fermo a 3 metri e 5 centimetri. Ricordiamo anche quel simpaticone di Gerald Green, che nel 2008 quasi per sbeffeggiare gli avversari si permise di posizionare una tortina sul ferro con annessa candelina accesa, e spegnarla con un soffio di fiato. Se le premesse sono queste, ci sarà da divertirsi…

Domenica notte: arriva l’atto finale! Dopo aver visto palleggi, passaggi, tiri e schiacciate, immaginatevi in campo contemporaneamente i dieci giocatori più forti del globo a sfidarsi. Certo, a volte la partita diventa uno show per gli spettatori paganti, ma…che spettacolo! 48 minuti effettivi di schiacciate esaltanti, stoppate, passaggi direttamente poggiati sul tabellone, il tutto intramezzato da gag spassose. Ad esempio, quando Shaquille O’Neal era ancora un giocatore, era spesso al centro delle situazioni più comiche. Come quando, ed è successo varie volte, prendendo palla palleggiava per tutta la lunghezza del campo, cosa che ogni allenatore gli ha sempre impedito di fare in una partita “vera”: buffo vedere un omaccione di 216 centimetri e 160 chili palleggiare come un collega playmaker, di solito alto 30 centimetri meno e con un po’ di abilità in più! O come dimenticare quando nel 2005, per fare quattro risate, ad un time out fece una chiamata con il suo cellulare incastrato nella sua scarpa misura 57 e mezzo? Esilarante! Sicuramente anche quest’anno ne vedremo delle belle…

 

 



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