Il mio punto di vista

La personalità dell’oggetto

Gabriella Magnoni Dompé
24 ottobre 2012

Come possiamo pensare che un profumo quale Chanel N° 5 possa essere caratterizzante per una personalità quale quella di Brad Pitt?
In questo periodo di evoluzione della nostra società gli stereotipi possono essere fortemente stravolti. E l’oggetto, anche il più inusuale, più semplice, più strano, può diventare – magari per contrasto o, ancor meglio, per associazione tradizionale – l’elemento chiave capace di diventare simbolo rappresentativo di un determinato carattere, di una persona, di un complesso di idee e di sentimenti.

E’ anche molto rassicurante in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo pensare che la nostra “coperta di Linus”, ovvero l’elemento a cui ci affidiamo, in cui idealmente vogliamo riporre la nostra identità, può essere qualche cosa di inaspettatamente semplice.
Personalmente io mi sento totalmente rappresentata da un microscopico monile senza il quale mi sentirei completamente persa. Lo indosso in ogni occasione, se non appeso al collo, agganciato alla biancheria intima che indosso. Trattasi di un “fagiolino mignon” che per me rappresenta l’embrione di quello che una persona può diventare. Mi riconosco in lui per la capacità di crescere e per la forza di germogliare, anche senza terra, in un piccolo barattolo.
Molti sono naturalmente portati ad associare la mia persona all’immagine di una chioma folta e ricciuta, alle scarpe tacco 12, ai tubini chic, alla mia erre moscia. Ma in realtà ciò in cui proietto la mia sostanza è qualcosa di molto più piccolo, più solido, e decisamente più ricco di potenziali.
E’ così pur vero che un profumo, sia pur tradizionalmente legato alla sfera della seduzione femminile come Chanel N° 5, può diventare caratterizzante di un uomo che, al di là dell’aspetto indubbiamente maschile ed attraente, è capace di porre al centro del suo essere una nota di femminilità, magari trasgressiva.
Siamo tutto quello che siamo, talvolta in funzione di un dettaglio che a molti può sfuggire. Ecco perché spesso celiamo l’essenza del nostro vero essere, ecco perchè questa essenza sfugge ai più.
Ecco allora una riflessione che mi sorge spontanea: mi piacerebbe sperare che alle nuove generazioni realmente bastino 3 gocce di Chanel N° 5 per lasciare l’impronta della loro vera essenza, delle loro capacità, del quid che li renderà i veri protagonisti di domani.

Gabriella Magnoni Dompé