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La potenza della storia: Max Mara rinasce a Berlino

Martina D'Amelio
4 Giugno 2019

Max Mara porta in scena al Neues Museum di Berlino la Cruise 2020: è una donna elegante e sicura di sé quella che solca le sale della galleria. Il suo look? Ispirato alle icone che hanno fatto la storia culturale della città.

L’architetto tedesco Ludwing Van Der Rohe. Ma anche l’attrice Marlene Dietrich, nata proprio nel capoluogo della Germania. E ancora, David Bowie, che qui ha trascorso tanti anni e ha dedicato Heroes alla caduta del Muro. Un avvenimento dal quale sono trascorsi esattamente 30 anni: non è un caso che la Maison abbia voluto portare proprio qui la sua collezione Resort. Minimalista ma potente, proprio come le opere di questi, diversissimi, artisti.

 

A essere celebrata in passerella è proprio la rinascita: a partire dall’edificio che ha ospitato la sua prima sfilata, progettato da Friedrich August Stüler a metà del 1800, danneggiato fortemente durante la Seconda Guerra Mondiale e riaperto al pubblico nel 2009 dopo il restauro di David Chipperfield. Una ripartenza basata su profonde radici culturali e artistiche, che si riflettono nei look: trench in pelle, pantaloni maschili, completi in lino si indossano con mules piatte dalla punta squadrata (Less is more), maxi collane e orecchini geometrici dorati, teddy coat in lurex (David, eccoti). Il tutto giocato sui toni iper femminili del sabbia e del beige: una sorta di omaggio alla collezione egizia esposta proprio nelle sale della galleria? Di certo questi capi sarebbero piaciuti alla protagonista di Marocco (1931). La palette vibra e vira sul nocciola, il bordeaux, il bianco e il pietra, fino al brillante effetto marmorizzato delle suit. Il classico gessato e le gonne midi da bossy girls si muniscono di micro frange e si indossano con le lunga cinture rubate a lui dall’effetto cocco. E il lupetto semitrasparente. Perché anche Marlene era incredibilmente sexy, persino con la tuba.

E a riecheggiarla sul finale è una splendida Ute Lemper, cantante e attrice nata nel 1963, in un completo bianco con fiori applicati tridimensionali ispirati alle ceramiche di Meissen. A risbocciare? La città, la donna, l’eleganza, la forza. La storia.



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