La rubrica Mamma&Lavoro di Patrizia Eremita

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21 ottobre 2012

Oggi parliamo dei diritti delle mamme lavoratrici con l’avvocato Albertina Gavazzi, che opera nel campo del diritto di famiglia, del diritto antidiscriminatorio della parità di genere, del diritto del lavoro e del diritto societario.

Di frequente si sente parlare di discriminazioni e pressioni sulle mamme che rientrano nel mondo del lavoro dopo la maternità; spesso le donne che si trovano in questa situazione non sanno a chi rivolgersi e come muoversi nel momento in cui hanno un problema. Albertina ci spiega che le mamme lavoratrici hanno diritto a conservare lo stesso posto di lavoro, le stesse mansioni e la stessa retribuzione che avevano prima; ove ciò non avvenga è chiaro che si verifica nei confronti della lavoratrice e madre una grave discriminazione contro cui la legislazione italiana può intervenire. Le mamme lavoratrici sono infatti una categoria tutelata.

Difronte ad un problema del genere si può quindi ricorrere inizialmente all’aiuto dei rappresentanti sindacali in azienda per vedere se con un semplice intervento dall’interno il problema venga risolto. Se l’esito è negativo, bisogna necessariamente rivolgersi ad un avvocato che tutelerà la cliente in ogni campo e con ogni mezzo che la legge mette a disposizione. Occorre in entrambi i casi fare riferimento alla Consigliera di Parità della Provincia, la quale dapprima tenterà con una via conciliativa un accordo col datore di lavoro, e se invece la trattativa dovesse fallire, si potrà costituire nel giudizio affiancando la lavoratrice e rafforzando la sua posizione nella battaglia legale.