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La Russia si apre allo shopping tax free. Giusto in tempo per i Mondiali

Martina D'Amelio
24 aprile 2018

I grandi magazzini Tsum a Mosca

La Russia apre il proprio mercato tax free: da ora, per la prima volta, sarà possibile per i turisti extra UEE (Unione Economica Euroasiatica) risparmiare fino al 18% sugli acquisti, a fronte di una spesa minima di 10.000 rubli (130 euro).

Il merito? Dei Mondiali di calcio: l’iniziativa infatti è stata sviluppata da parte del Governo per promuovere il turismo prima e dopo l’imminente Coppa del Mondo FIFA, quando si stima che oltre un milione di tifosi raggiungerà Mosca e San Pietroburgo. Una scelta che farà felici tutti i viaggiatori, che potranno ricevere il rimborso IVA sugli acquisti di moda, tecnologia e gioielli. Premier Tax Free, azienda leader nell’elaborazione di pagamenti multi-valuta e nella gestione di servizi di tax free shopping, ha contribuito al raggiungimento di quest’obiettivo: “Per renderci conto delle dimensioni di questo nuovo mercato, nel 2016 un milione di turisti cinesi ha visitato la Russia spendendo 2 miliardi di dollari americani” ha dichiarato Gary Byrne, director of New Markets Worldwide del gruppo Fintrax, casa madre di Premier Tax Free. 

D’altronde, anche l’afflusso dei turisti russi è tornato in positivo in Europa e in Italia, secondo i dati dell’azienda. Dopo due anni di declino infatti, nel 2017 le vendite tax free ai turisti russi in visita in Europa hanno ripreso a crescere e in Italia hanno registrato un incremento pari al 24%. Milano (dove nel 2017 si è concentrato il 42% del totale di vendite tax free a cittadini russi in Italia), Roma (19%) e Firenze (7%) rimangono le shopping destination preferite da questa categoria di viaggiatori, ma il 2017 ha visto emergere anche altre località più di nicchia come Rimini, Ischia e la Sicilia, complice la presenza di voli diretti da Mosca e S. Pietroburgo.

Con una percentuale dell’11% dell’intero volume di vendite tax free e uno scontrino medio pari a €861, i Russi si posizionano al secondo posto in Italia in fatto di acquisti di beni di lusso, dopo i Cinesi (27%) e prima degli Americani (10%).

Lo shopping esentasse, insomma, fa gola a tutti – europei ed extra europei, amanti del calcio e non.


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