News

La t-shirt va in mostra a Londra

Martina D'Amelio
11 gennaio 2018

La stilista Katharine Hamnet in t-shirt di protesta incontra Margaret Thatcher nel 1984

Il capo più diffuso negli armadi? Senza dubbio la t-shirt, che diventa protagonista di un’originale mostra a Londra. Da non perdere, per tutti gli amanti dell’icona anni Novanta che ha consacrato lo stile di un’epoca.

Marlon Brando con l’iconica t-shirt in “Un treno chiamato desiderio”

Si chiama T-shirt: Cult – Culture – Subversion la retrospettiva che approderà al Fashion and Textile Museum nella capitale inglese dal 9 febbraio al 6 maggio. Curata e organizzata in collaborazione con The Civic, Barnsley, l’exhibition punta i riflettori su uno dei capi più abbordabili e amati di sempre. Un viaggio nella storia che parte dall’indumento indossato dai marines americani nel 1913, fino alla cosiddetta “maglietta della salute” per gli uomini freddolosi e ai modelli che inneggiano alla ribellione e alla lotta politica e alle edizioni limitate e hi-tech. E poi le magliette degli antesignani celebri della t-shirt, ovvero musicisti e attori iconici, come i Rolling Stones (chi non possiede almeno una Tongue & lip, ideata in origine nel 1971 dallo stilista inglese John Pasche, che raffigurava la lingua stilizzata del frontman Mick Jagger?). E poi Marlon Brando e James Dean con le loro magliette da Oscar.

La maglietta Climate Revolution by Vivienne Westwood in passerella per la primvera-estate 2014

E per quanto riguarda le magliette fashion? I pezzi forti, fulcro della mostra, sono quelli provenienti dall’archivio di Vivienne Westwood. Una collezione privata di t-shirt dai primi tempi di Let it Rock, Sex e Seditionaries, fino alle ultime Active Resistance to Propaganda e Climate Revolution. Questo gruppo di capi rari firmati dalla stilista inglese costituirà un’installazione centrale, chiave di lettura dell’intera exhibition. Lo scopo? Evidenziare il ruolo poliedrico di un indumento mitico, tornato di recente alla ribalta anche in passerella con significati diversi: basti pensare alle t-shirt logo iper trendy di Gucci e a quelle “femministe” di Christian Dior.

La t-shirt femminista di Dior sulla passerella SS17

Perché per “impegnarsi” il metodo più cool prevede proprio l’utilizzo della t-shirt. Una moda iniziata con Katharine Hamnett, la stilista attivista che ha fatto della t-shirt ribelle la sua fortuna negli anni Ottanta, destinata a trovare proseliti con slogan sempre diversi fino a oggi. Anch’essa protagonista di questo appuntamento imperdibile volto a celebrare la rivoluzione di cotone operata da questo capo intramontabile nel corso degli anni, che – stando al presente – non si fermerà di certo qui.

 

T-shirt: Cult – Culture – Subversion
9 febbraio 2018 – 6 maggio 2018
Fashion and Textile Museum, Londra
Orari d’apertura: da martedì a sabato 11.00-18.00, giovedì fino alle 20.00, domenica 11.00-17.00
Info: www.ftmlondon.org/


Potrebbe interessarti anche