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L’antico Caffè Greco di Roma è a rischio chiusura

Cecilia Dardana
8 gennaio 2018

Era il preferito di Moravia e Pasolini, Orson Wells e Flaiano, l’antico Caffè Greco di via dei Condotti nel cuore di Roma ora è sotto sfratto. L’ultimo tra i caffè storici romani rimasti viene cacciato, in favore di un nuovo gestore disposto a pagare una locazione più alta della già ingente somma mensile pagata attualmente, corrispondente a 18 mila euro. A settembre scorso è scaduto il contratto e il 6 novembre il Tribunale di Roma ha imposto all’attuale gestore della struttura (la società Antico Caffè Greco Srl) di uscire dai locali entro il 20 marzo 2018.

L’Ospedale Israelitico, proprietario dell’immobile, avrebbe garantito di voler mantenere la continuità dell’esercizio, ma il vero destino del locale si scoprirà solo a marzo.

Da 250 anni il Caffè Greco, chiamato così probabilmente per le origini levantine del fondatore, è punto di riferimento per artisti, letterati e musicisti di passaggio nella Città Eterna, l’elenco degli avventori illustri è sterminato: da Renato Guttuso, che ha prodotto anche un ritratto della sala, passando per Gabriele D’Annunzio, Wolfgang Goethe, Arthur Schopenauer. E poi Alberto Moravia, Elsa Morante, Pier Paolo Pasolini, Ennio Flaiano e Orson Wells.

Una pietra miliare, dunque, della Roma antica, dove per godersi un caffè in tutta calma comodamente seduti al tavolino bisogna pagare 7 euro. Ma l’atmosfera è assolutamente impagabile: il locale, infatti, ospita al suo interno una collezione di circa 300 opere d’arte, in pratica è il museo privato più importante presente in città.


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