Leggere insieme

L’arrivo di Santa Lucia

Marina Petruzio
9 Dicembre 2018

E poi in groppa a un solo asino, molto prima dell’omone in rosso, e con meno frastuono, arriva lei, Lucia, che Andrea Antinori & Noemi Vola con Corraini edizioni hanno voluto riportare all’attenzione con un coloratissimo e divertente libro, “L’arrivo di Santa Lucia”, appunto. Che anni fa, l’ormone in rosso la scena se l’è dovuta spartire e che non faccia finta di scordarsene o di farlo dimenticare a noi con tutte quelle renne, gli scampanellii, la regale slitta e quel sonoro Ho ho, ho!

Per tanti bambini dalla pianura padana alla Sicilia e poi su, per buona parte del grande nord, esiste un altro Natale, quello del giorno di Santa Lucia, il 13 Dicembre, quel giorno così vicino al solstizio d’inverno da essere ricordato come il giorno più corto che ci sia, così dice il proverbio, il giorno in cui a Lucia, nella notte dei tempi, qualcuno volle togliere la possibilità di vedere la luce. Ma Lucia, non si perse d’animo e questo Andrea Antinori & Noemi Vola vorrebbero che tutti i bambini lo sapessero. E così con ironia e colore ci raccontano la loro versione dei fatti, immaginando una Lucia molto intraprendente e un asino che finalmente può dire la sua a quelle snob delle renne.

Così, dalle loro matite, Lucia ha il fascino di una diva francese. Occhiali a farfalla da fashion addict, ma che il rosso della montatura e il nero profondo delle lenti riportano alla sofferenza della Santa e alla sua cecità. Un foulard giallo in capo allacciato sotto il mento come andava negli anni ‘50 del secolo scorso – giallo come la luce che Lucia badò sempre che non si spegnesse mai, la luce della speranza, la luce con la quale, nonostante le mani cariche, illuminava il cammino per portare il cibo a poveri e reietti, quella stessa che i bambini del nord portano in capo mentre si avviano in processione per ricordare la Santa, in una festa di luce. L’abito blu come il cielo, come il colore della femminilità, come il colore delle sante e delle mamme. Il colore con valenza iconografica rispetta la tradizione e dunque a questo punto possiamo sbirciare sotto il tavolo: il piede di Lucia, nudo ma ornato alla moda dei tempi, è di gran lunga lontano dall’essere calloso, anzi!

Sotto il tavolo, ma quale tavolo? Il libro gioca tutta la sua storia su una doppia pagina. Il resto è storia nota anche per chi continua imperterrito ad aspettare solo l’omone in rosso. C’è la cura nel preparare, soprattutto nel pensare la letterina da indirizzare a Lucia, c’è quell’idea così intima e famigliare del pensare al dolce da preparare, al biscotto da donare, cosa lasciarle in cambio dei doni, a lei ma anche all’asino, che come le renne vola per semplificare il lavoro a Lucia, con il suo carretto semplice, in legno, come un vecchio carretto dei giochi, dei ciocchi di legno. E in un’epoca di grandi star della cucina, certo non si può pensare di disporre a caso carote e maionese!

Poi c’è il fatto che si deve desiderare, saper attendere, fantasticare, andare a letto presto, non sbirciare, non pensare di essere più furbi e poter attendere da dietro l’albero come un addobbo a penzoloni, no! Ma in questo la notte di Santa Lucia non è diversa dalla notte di Babbo Natale, l’attesa carica di sogni e aspettative è quella dell’infanzia che attende il manifestarsi di una magia.

Ma su quella doppia pagina, ironica e geniale, se alziamo un po’ lo sguardo da sotto al tavolo, lasciando i piedi di Lucia in bella posa, come su una scacchiera, sul piano di un anomalo Risiko, Lucia e Babbo Natale, tra le proteste degli elfi e gli sberleffi dell’asino – in stringata rossa per l’occasione – si spartiscono i territori di competenza del proprio Natale. Tu qui, io là. E con un colpo di pedina, come per uno scacco matto, regione dopo regione, renne o asini capitolano o si ergono petto in fuori come orgogliosi condottieri. Un clima da bisca detta il sigaro accesso e molesto di Babbo Natale, mentre Lucia pare una regina che non si piega al cospetto del generale più determinato, riportando lo spettatore/lettore nella sala di un palazzo dove le renne sembrano quasi trofei.

Tanti pregi ha questo piccolo libro: che è piccolo ma racconta una storia grande con particolare attenzione al sorriso, disegni semplici e coloratissimi, che ricorda un altro Natale e tutti i bambini e le bambine che lo aspettano, che è facile da leggere ma con un bel contenuto che non sarà affatto facile dimenticare. E poi c’è quel pupazzetto, buttato lì sulla pagina dedicata ai risguardi…insomma il rito voodoo a Babbo Natale è esilarante quanto geniale, anche se non si dovrebbe dire!!

Buona Santa Lucia, dunque! Buona festa della luce!

 

L’arrivo di Santa Lucia
di Andrea Antinori & Noemi Vola
edito Corraini edizioni
euro 10
età di lettura: per tutti

 

 



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