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Lavorare prima delle 10 del mattino? È una tortura, lo dice la scienza

Clarissa Monti
28 agosto 2018

Al vostro capo non piacerà, ma lavorare prima delle 10 del mattino è un’abitudine tanto dannosa per la salute da poter essere paragonata ad una vera tortura. A dirlo non sono i pigroni, ma la scienza. Un recente studio condotto dalla Oxford University ha infatti dimostrato che obbligare gli impiegati ad arrivare in ufficio prima delle ore 10 provocherebbe stress, stanchezza e di conseguenza farebbe diminuire anche la loro produttività.

Prima dei 55 anni, infatti, l’orologio biologico delle persone non è settato per sincronizzarsi sul classico turno di lavoro 9-18. I risultati sono tanto tangibili quanto dannosi: i lavoratori si sentono ansiosi e frustrati, gestiscono male lo stress e tendono ad ammalarsi con più frequenza. La mancanza di sonno infatti causa aumenti di peso, pressione alta, basse difese immunitarie e anche problemi di salute mentale. Non solo: va ad inficiare l’efficienza, l’attenzione, la memoria a lungo termine e incoraggia l’utilizzo di alcool e droghe. Una forma di tortura insomma, ma istituzionalizzata.

Questa è una grande questione sociale – spiega il dottor Paul Kelley – Gli impiegati dovrebbero iniziare a lavorare alle 10 del mattino. Non si deve iniziare a un’ora simile (le 9) fino ai 55 anni. Di solito il personale è privato del sonno. Abbiamo una società privata del sonno”. E continua: “È estremamente dannoso per il fisico perché in questo modo influenziamo il sistema immunitario ed emotivo. Il fegato e il cuore hanno ritmi diversi, ma gli chiediamo quotidianamente di anticiparli di due o tre ore. Questa è una questione internazionale. Tutti stanno soffrendo e non devono”.

La conclusione? Alla scrivania mai prima delle 10 del mattino: dormire un po’ di più e alzarsi con calma – magari trovando il tempo per una colazione fatta come si deve e un po’ di attività fisica – non può che far bene a tutti, anche alla produttività.


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