Arte

Le corti d’Europa riunite a Torino dal pennello di Van Dyck

Elisa Monetti
27 Febbraio 2019

Antoon van Dyck, Il Principe Tommaso di Savoia Carignano, 1635. Torino, Musei Reali-Galleria Sabauda

La Galleria Sabauda di Torino dedica una mostra a uno degli artisti più influenti nell’iconografia della nobiltà del Seicento: Antoon Van Dyck.

Visitabile fino al 17 marzo l’esposizione raccoglie oltre 100 capolavori provenienti da musei di tutto il mondo messi a confronto con le opere proprie della collezione della Galleria.

Probabilmente il migliore allievo di Rubens, il fiammingo Antoon Van Dyck eredita dal maestro lo straordinario talento nel conferire realisticità ad ogni elemento prodotto dal suo pennello, sia esso un panno di seta o la pelle morbida del viso di una fanciulla. Le sue opere, tuttavia, mancano della goliardica festosità e della festosa energia caratteristiche delle immagini di Rubens, probabilmente a causa di un costante stato di salute cagionevole, Van Dyck vela i suoi capolavori di uno stato d’animo languido. È forse proprio questa costante melanconia ad attirare l’attenzione delle corti del tempo.

Antoon van Dyck, Marchesa Elena Grimaldi Cattaneo, National Gallery of Art, Washington, Widener Collection

In pochi anni, soprattutto grazie al suo intervento presso Carlo I d’Inghilterra, Van Dyck viene eletto pittore della nobiltà, ricevendo decine di commissioni da parte di re, regine, gentiluomini e famiglie prestigiose di tutta l’Europa. Un flusso di richieste massiccio cui corrispondono due fondamentali conseguenze.

In primo luogo, per far fronte alla sempre crescente domanda, il pittore si trova costretto a delegare parti, se non la quasi totalità, della realizzazione delle sue tele ad artisti suoi aiutanti, per poi dare solo il tocco finale all’opera, come prima di lui faceva il maestro Rubens.

Antoon van Dyck, Autoritratto. Private collection

In secondo luogo la diffusione delle sue opere diventa tale da renderlo l’autore dell’iconografia della nobiltà e dei suoi valori sia nell’immaginario collettivo del tempo sia, più tardi, agli occhi della storia dell’arte.

Aristocratici genovesi, reali inglesi e torinesi, intere famiglie di spicco di tutta l’Europa, moltissimi uomini e donne hanno scelto la mano di Van Dyck perché la loro immagine e i valori per cui vivevano resistessero all’impietoso trascorrere del tempo: a Torino tutti possiamo vederli rivivere.

 

Van Dyck. Pittore di Corte
16 novembre 2018 – 17 marzo 2019
Galleria Sabauda, Musei Reali, Piazzetta Reale 1, Torino
Orari: da lunedì a domenica 9.00 – 19.00



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