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Le giornate passano così

staff
5 marzo 2013

È arrivato quel maledettissimo momento dell’anno in cui si passerebbero ore, anzi intere giornate, a passeggiare tra le strade, guardare le vetrine, sfogliare le riviste, compilare liste a prova di budget su ciò che sarà necessario comprare per la primavera, ormai alle porte.
È arrivato quel maledettissimo momento dell’anno in cui ci si vede in carne, in prospettiva della prova costume, si decide di mettersi a dieta, rinunciando alle schifezze, e poi ci si ritrova con un gelato in mano, perché – vista la giornata e il sole splendente – non si può rinunciare a quel pistacchio che rende meno amara la realtà.
È arrivato quel maledettissimo momento dell’anno in cui i saldi al 70 % neanche li guardiamo più perché siamo affascinate dal giallo, dall’arancio, dal verde delle nuove collezioni e torniamo a casa con un nuovo e delizioso maglioncino di COTONE, quando andiamo ancora in giro con il parka imbottito – che non vediamo l’ora si sfoderare.

E vogliamo cambiare e vederci diverse, si provano nuovi abbinamenti, si mette da parte il solito cardigan, si comprano nuovi smalti colorati perché Kiko è una droga poco costosa e che fa bene al cuore, e cambiamo colore di capelli e veniamo immediatamente invase dall’insano desiderio di tulipani, bicicletta e campagna – in ordine sparso.
Vogliamo la casa piena di nuove candele, nuovi fiori – finti è meglio – e siamo stanche del piumino dell’Ikea e della vestaglia pesante. Faremmo di tutto per essere altrove e fare altro.

Poi però torniamo alla realtà e capiamo che ci si prospettano tre mesi ricchi di sole sì, ma anche di lezioni da seguire ed esami da dare. Come sempre. Ed avere instagram, facebook, twitter e qualsivoglia diavoleria tecnologica piena di immagini di gente al sole, al mare, in pre-vacanza estiva, con gli shorts…non aiuta.

Sappiamo che sta per arrivare la bella stagione ma non capiamo perché ci sia la Canalis a Los Angeles, in perenne stato di relax, che torna in Italia solo per mostrarci le sue chiome lucenti nell’ultima pubblicità di Pantene; non capiamo quella pubblicità della Vodafone con il pinguino, non capiamo quella serie infinita di fashion editor e blogger e stylist che comprano case, mobili, vestiti e cani. Poi le Sergio Rossi gliele regalano.
Non capiamo i proverbi di Meteo.it e parliamo a cena con gli amici intelligenti – lo specifico perché non tutti lo sono – del governo che c’è ma è come se non ci fosse, della campagna elettorale di uno piuttosto che dell’altro, delle false promesse, di Isidori che non sa cosa voglia dire il termine “Eutanasia”, del papa che ha abdicato e di come io mi sia divertita a spiegare la cosa ad un bambino di sei anni, del risotto con crema di spinaci, delle ruberie del papato nel corso dei secoli, dell’ultimo look di Anna dello Russo, del prossimo conclave che altro non sarà che un ennesimo “do ut des”, delle borse di Paula Cademartori per le quali sarei disposta anche a smettere di litigare e sopportare quegli incivili dei miei vicini di casa, del Concilio di Trento e delle assurdità che furono lì decise – e che per la cronaca, valgono ancora oggi -, del mio nuovo anello da mignolo per siglare le bolle papali, visto che al momento non lo fa nessuno, e della fuga dall’Italia da organizzare prima che sia troppo tardi.

Insomma, le giornate di questo MALEDETTISSIMO MOMENTO DELL’ANNO passano così. Non so, in realtà, se sia un bene o un male. Ormai la differenza tra i due mi è poco chiara.

Con affetto e un po’ di confusione,
St.efania
st-yle-squared.com