Arte

“Le Lacrime di Dio”

staff
14 gennaio 2012

Nella frenesia e nell’agitazione che si levano come contrassegni di una realtà sempre più sul baratro della disintegrazione, si presentano disparati antidoti alla mancanza di senso caratteristica della postmodernità.Le enormi conquiste scientifiche e tecnologiche continuano a richiedere modelli simbolici e tavole di valori senza cui l’umanità non può avere destino. Grazie a tale premessa si coglie il ruolo decisivo che una riscoperta delle lacrime di Dio mediante l’opera di Angelo Maineri può ricoprire nel percorso metastorico dell’Occidente.
La mostra dell’artista, “Icone d’Occidente. Le lacrime di Dio”, allestita presso lo Spazio Artes di Vigevano ed aperta al pubblico sino al 28 Febbraio 2012, consta di una quindicina di opere.
Si tratta di splendide pitto–sculture appartenenti alla serie “Lacrime di Dio”, sorta con l’intenzione da parte del maestro di esprimere la tradizione iconografica orientale in chiave contemporanea e occidentale.
Le opere sono realizzate in resine, polvere di marmo, terracotta, vetro, alluminio e legno e testimoniano gli ultimi cinque anni di lavoro dell’artista. Un impegno, dunque, lungo ed intimamente meditato, da parte di un autore nella cui consapevolezza sembra essersi radicata la celebre affermazione tolkeniana, espressa nelle parole del saggio Gandalf: “Non vi dirò: “Non piangete!” Perchè non tutte le lacrime sono un male!”.
Il pianto come mezzo liberatorio per l’uomo, vivente in “hoc lacrimarum valle”, è pienamente compreso da Dio in quanto Egli stesso ha sperimentato le lacrime nella Persona trinitaria di Cristo, che nel Getzemani “con alte grida e con lacrime” fece salire verso il Padre le proprie suppliche.
Nel diffuso abbandono di ogni riferimento spirituale Maineri mostra come le lacrime accomunino uomo e divinità e come il pianto di quest’ultima si trasmuti in potenza redentrice, benefica all’interno di una dimensione soteriologica a cui – in quanto unica specie vivente capace di porsi domande sull’Essere – ci possiamo collocare a buon diritto. La profondità di tale messaggio trova perfetta espressione plastica nell’opera figurativa di un artista indubbiamente degno di vantare una carriera prestigiosa, cominciata con l’apprendistato svolto nello studio dello scultore Antonio Danzi.
In mostra anche alcune opere del ciclo “Fuoriserie”, interventi su acciaio e metallo, realizzati nel 2005, con modellini in scala di Porche, Ferrari e Mercedes.
Per l’occasione sarà realizzato uno stampato/opera dal titolo “Menù Maineri” a cura di Matteo Maria Rondanelli edito da NUMEROZEROEDITORE.

 

Luca Siniscalco


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