Leggere insieme

Le mani di Anna

Marina Petruzio
22 Giugno 2019

Le mani di Anna”, di Sarah Zambello il testo e con le illustrazioni di Daniela Iride Murgia, edito da Bacchilega Junior, è un albo che sa di giardino, che lascia profumi addosso striati di verde e colori di polline, che abbandona per un attimo i bouquet reali delle serre per esaltare la bellezza noncurante delle insolenti erbacce.

Una bambina, nel silenzio della sua solitudine, ascolta. Ascolta i pensieri di chi le passa accanto e, appena percepiti, le sue mani cominciano a cercare tra le erbe odorose e succose del giardino del palazzo dove abita. E con quelle li guarisce. Anna, poche parole mani operose, cerca tra le erbe, tra quelle che paiono  solo erbacce, pensieri sereni per farne dono a chi ne ha di appiccicosi che accartocciano la fronte o acuminati o anche sogni che scalciano dalla paura. C’è un’erba, un succo e un profumo per tutti e questo Anna lo sa. Lo sanno le sue mani che si tuffano in quel verde un po’ verdi anch’esse, che frugano e cercano con dita esigenti, che spostano e tastano. Non è mai un caso se si ferma e dal suo zaino estrae un prezioso fazzoletto di lino ricamato a punto filza, qualche lettera di un alfabeto appena accennato, imparaticcio di mani altrettanto preziose, pinzette e forbici. Forbici di chi esegue lavori fini, sottili, preziosi, che taglia fili quasi pelucchi, e annoda colori. Forbici di chi accudisce qualcosa di piccolo e fragile, un piccolo albero, uno stelo d’erba. Forbici tra chi cuce e ricama e chi pota e recide. Ma quando arriva quel momento è nella bellezza spontanea di una geometria arruffata e secca che Anna coglie quel che cercava. Qualcuno a sera si domanderà com’è finito nelle sue tasche quel giallo di iperico o quel fagotto di lino profumato di biancospino lì attaccato al passeggino. Anna raccoglie e col suo raccolto cura i pensieri, accarezza le anime, difende l’aria quando si carica di negatività. E lo fa senza che nessuno se ne accorga. Solo le sue mani parlano muovendosi come farfalle.

L’intorno è cittadino, questo il contrappasso tra un testo curato e un’illustrazione che fiorisce di pagina in pagina, spontanea senza che nessuno se ne accorga, ordini e coltivi, e si intreccia, si concentra divenendo foresta dalle incredibili architetture, tra l’erba alta al lume del lampione che illumina strada, la stessa dove si passa e distrattamente si fa un giro di mondo prima di proseguire dritti verso la successiva aiuola. In quella fragilità di erbe, il palazzo è lì sicuro di sé ben disposto ad accogliere sulle sue sporgenze un po’ di quel verde. Pronto a riaccogliere Anna su sugli scaloni, negli interni squadrati, ordinati, ritmati da pieni e vuoti dove le grandi vetrate colorate suggellano un rapporto tra dentro e fuori che prosegue, come spesso succede, in cucina sul tavolo dalle geometrie bianche e rosse in una ciotola di coccio che riunisce erbe e profumi.

Anna non parla, è una presenza silenziosa ma la si percepisce tra le pagine, mentre le sue mani si muovono, giocano con le formiche, compongono portentosi mazzolini, raccolgono il sasso per giocare a mondo. E mentre si muovono silenziosamente raccontano. Di sapori e profumi, di odori e di attese: l’attesa di un incontro di più mani in maniche di camicia diverse e del ritorno a casa, di corsa su per le scale che rompe un’attesa in un largo sorriso.

Non c’è da stupirsi se, chiuso il libro, dopo aver trovato un fagotto fazzoletto vicino al proprio cuscino, si vorrà dormire veloci per alzarsi in fretta e scendere di corsa lo scalone uscire nel vento per incontrare Anna.

 

Le mani di Anna
con il testo di Sarah Zambello
le illustrazioni di Daniela Iride Murgia
edito Bacchilega Junior
euro 18
età di lettura dai 6 anni per tutti



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