Leggere insieme

Le scarpe della volpe

Marina Petruzio
31 marzo 2018

Zoolibri, casa editrice indipendente di Reggio Emilia, porta alla 55° Bologna Children’s Book Fair una ricca produzione di albi illustrati: attesissime ristampe, albi dalle storie sinora inedite, autori e illustratori conosciuti e amati. Con Le scarpe della volpe tornano infatti Cristiana Valentini, apprezzata autrice di Chissadove, e Maria Moya amata sia per L’omino del blu che per il meraviglioso Il domatore di foglie, fresco di ristampa per l’occasione.

Cristiana Valentini idea una sua piccola fiera dell’est, con un testo che fa il verso ad una filastrocca pur non essendolo, partendo da un classico C’era una volta un bosco che riempie di personaggi in numero variabile, a volte uno alla volta altre cominciando subito con due, e che intreccia alla storia. Così quel bosco, lì da quella famosa volta, si anima velocemente: con due orsi, un riccio e un coniglio, uno scoiattolo, una volpe e due castori. E sino a qui tutto normale. Si aggiunge e si arricchisce, e così nell’immaginario di quel lettore che ad un certo punto entrerà nella storia chiamato proprio dal testo.

Ma ci son le scarpe a complicare tutto. Due scarpe rosse perdute, a volte contese, in alcuni momenti solo una da sola, in altri due. Ma se guardi bene non erano scarpe erano orsi. Ma se guardi meglio e non badi alla domanda erano due scarpe, e rosse.

Nasce sicuramente da una particolare attenzione al sorriso questa rincorsa nel bosco, questo andare correndo per tornare poi piano e meditabondi sui propri passi; quel cercare sempre qualcosa per allenarsi a ben guardare che dai piani stratificati di una illustrazione sempre qualcosa appare magicamente se non al secondo, al terzo sguardo a strappare un sorriso di felicità, una vocale meravigliata. Per arrivare alla fine, convinti di esserci riusciti, e scoprire che, al contrario, come succede con il riporto di uno – o di due? – qualcosa o qualcuno manca sempre. A fine periodo a suon di punti di domanda e lettere grassette e colorate una domanda ci porrà il dubbio: qualcosa o qualcuno non è stato riportato nella pagina, e allora…si torna indietro! Ma sarà vera questa svista? Allora forse si può tornare avanti.

Nello stesso modo le illustrazioni di Maria Moya. Tra primissimi piani, mezzi piani, particolari. Sottoterra, sopraterra, in fondo al mare. Su in cielo dal giorno alla notte, dal basso come dall’alto, tra piccolissime foglie, in giro per le stagioni, l’occhio si ubriaca delle tante cose, dei mille particolari, delle micro storie all’interno della storia. Non resta che seguirne una per poi saltare a quella accanto, tutto si amalgama in un continuo brusio. Maria Moya costruisce la sua storia come in un libro brulicante: illustra un albero e ci permette di guardarvi dentro mettendo in mostra l’intenso lavorio di scoiattoli che si inseguono, che si innamorano, di api ronzanti, di uccellini appena nati all’ora del pasto, di bruchi variopinti che si incamminano chissà per dove, di uccelli canterini, di lavori condivisi di lavanderia e di cambusa. E poi basta lasciar correre l’occhio, laddove si posa lo sguardo prende vita un nuovo racconto.

Le scarpe rosse in entrambi i testi, scritto e illustrato, sono l’elemento di curiosità, il particolare scomparso che passa di mano in mano, che raggiunge luoghi e personaggi inusuali per finire poi…non si può dire! La storia in realtà non si esaurisce, non solo è brulicante ma alla fine che siano scarpe o calzini poco importa la filastrocca può ricominciare e il meccanismo del gioco diventare infinito. Solo nei risguardi si trova un po’ di pace ma il consiglio è di leggerli dopo. Dopo che si è girato il bosco almeno tre volte!

 

Le scarpe della volpe
ideato e scritto da Cristina Valentini
e illustrato da Maria Moya
collana “gli illustrati”
edito Zoolibri
euro 15
età di lettura dai 3 anni


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