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Le sfide di TAG Heuer: intervista ad Andreas Albeck

Davide Passoni
22 settembre 2016
Andreas Albeck, Marketing Director TAG Heuer, Max Verstappen, pilota F1 del Team Red Bull TAG Heuer Racing e ambasciatore TAG Heuer, Roberto Beccari, General Director TAG Heuer Italia

Andreas Albeck, Marketing Director TAG Heuer, Max Verstappen, pilota F1 del Team Red Bull TAG Heuer Racing e ambasciatore TAG Heuer, Roberto Beccari, General Director TAG Heuer Italia

Continuano i nostri incontri con le voci dei brand di alta orologeria. Dopo aver ospitato Beppe Ambrosini di IWC Italia e Augusto Capitanucci di Hublot Italia, oggi tocca ad Andreas Albeck, Marketing Director TAG Heuer Italia.

L’impressione è che TAG Heuer stia scoprendo sempre di più il target giovane e quello femminile, ai quali “parla” con segnatempo ad hoc. È solo un’impressione?
No, TAG Heuer da sempre è sinonimo di innovazione, avanguardia (TAG sta per tecnique d’avant-garde, ndr) e attenzione ai trend e alle generazioni future. Oggi più che mai questo è un fatto concreto. TAG Heuer comunica attraverso codici di comunicazione contemporanei, attraverso mondi come la musica e il calcio, ad esempio. L’attenzione verso il pubblico femminile è sempre maggiore, dimostrato dal fatto che TAG Heuer ha stretto una forte collaborazione con la star Cara Delevingne e nel 2016 ha lanciato una nuova collezione, Aquaracer Lady, in ceramica.

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Il claim del marchio è Don’t Crack Under Pressure: perché questa scelta?
Più che un claim è la sintesi di quello che TAG Heuer vuole rappresentare. Si tratta di una frase storica, utilizzata già anni fa in advertising. Oggi la usiamo con un hashtag #dontcrackunderpressure, a dimostrazione che sui social media uniamo tutti i nostri valori in questa frase. Per noi in TAG Heuer non si molla mai, si guarda avanti, non si cede sotto pressione. È la vera e propria filosofia del marchio.

Da sempre TAG Heuer è associato al mondo dei motori, ma il suo allargarsi ad altri sport popolari (calcio) e meno popolari (vela, surf, maratona…) è evidente: è una strada di non ritorno?
TAG Heuer ha nel DNA i motori. Questo è innegabile. La cronometria sportiva è stata creata da noi nell’era della Formula 1 moderna. Basti pensare alla collaborazione con la scuderia Ferrari che portò così tante vittorie ai tempi di Niki Lauda e Clay Ragazzoni, e poi a quella longeva con McLaren, dove abbiamo vinto tutto in oltre 25 anni. Oggi la Formula 1 è cambiata. Il cronometraggio non è più da esplorare, è una tecnologia consolidata. Noi abbiamo deciso di legarci a chi come noi guarda avanti e lo fa in modo dirompente, Red Bull Racing. Per quanto riguarda gli altri mondi, in realtà non sono una novità, ma un ritorno al passato. TAG Heuer ha sempre cronometrato svariati sport, praticamente tutte le discipline atletiche e non solo. Oggi si aggiunge la più grande piattaforma di comunicazione sportiva del mondo, il calcio. Una sfida perfetta per un marchio che guarda sempre al futuro.

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Operazioni nostalgia. Qualche anno fa è stato riproposto il Silverstone, quest’anno a Basilea il Monza, nel 2017 aspettiamo la riproposizione dell’Autavia: perché questa scelta?
Si tratta di una precisa strategia. Ogni anno cercheremo di rieditare un pezzo storico. Questo perché nella nostra tradizione di più di 150 c’è la chiave verso il futuro. Mi spiego. TAG Heuer ha una storia fatta di grandi successi e prodotti iconici, molti dei quali oggi cult, e noi non vogliamo dimenticarci di questo. Anzi, vogliamo che questi prodotti pieni di storia, valori e passione, siano l’anima di tutti i segnatempo TAG Heuer. Nel caso dell’Autavia abbiamo creato un’operazione magnifica, è stato il consumatore a votare online quale sarebbe stato il modello di l’Autavia da rieditare. Tradizione e Futuro.

Qual è il modello sul quale, commercialmente, puntate di più in questo momento?
Il Carrera CH01 in versione 45 e 43mm, con il suo design contemporaneo è un segnatempo accattivante, con un anima forte e al suo interno un movimento di manifattura TAG Heuer.

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Quanto vi avvantaggia, sul mercato, l’essere un top brand di alta orologeria ma essere posizionati in una fascia prezzo tutto sommato accessibile?
I nostri prodotti hanno un valore percepito più alto del loro prezzo di vendita. E’ qui il segreto. Lavoriamo molto su design, qualità, robustezza cercando di mantenere il prezzo al di sotto del valore percepito. Inoltre, con la gamma che abbiamo oggi riusciamo ad accompagnare il consumatore attraverso la sua vita, passando da orologi al quarzo fino a movimenti di alta orologeria.

Da Steve McQueen in giù, la storia del brand è costellata di ambassador di primo piano. Quanto conta per la vostra brand awareness legarsi a volti noti e di successo?
La galassia TAG Heuer conta innumerevoli star, sportivi e collaborazioni. La awarness non è la chiave, ma i valori che emergono da queste unioni lo sono. Steve McQueen ad esempio è un’icona, come il Monaco che lui indossava. Da questa unione, nata per scelta dello stesso Steve McQueen sul set di Le Mans, emergono valori quali l’audacia, il coraggio, la sfrontatezza, l’essere cool. Questo è quello che cerchiamo dalle nostre innumerevoli collaborazioni, come quelle con Cara Delevingne, CR7, Red Bull Racing, Claudio Ranieri, la Premier League etc.


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