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Le stelle della guida Michelin 2016: chi sale e chi scende

Flavia Rita Grotta Roldan
11 dicembre 2015

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Il 10 dicembre 2015 è stata presentata a Milano, come ogni anno, la nuova Guida Michelin 2016, la famosa “guida rossa” che vanta la sua sessantunesima edizione.

Sono ben 334 le stelle italiane che hanno fatto salire al secondo posto della graduatoria mondiale il nostro Bel Paese. Ma cosa è cambiato da quest’anno quasi volto al termine?

  • I trsitellati rimangono invariati, contando ben 8 ristoranti: Piazza Duomo (Alba, chef Enrico Crippa), Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo, chef Chicco e Bobo Cerea), Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova, Nadia Santini), Le Calandre a Rubano (Padova, Massimiliano Alajmo), Osteria Francescana a Modena (Massimo Bottura), Enoteca Pinchiorri a Firenze (Annie Féolde e Riccardo Monco), La Pergola a Roma (Heinz Beck) e Reale a Castel di Sangro, l’Aquila (Niko Romito).
  • Per quanto riguarda i bistellati arrivati a quota 38 ristoranti. Sono due le new entry: Gourmetstube Einhorn a Mules (Bolzano), dello chef Peter Girtler, e Casa Perbellini a Verona dello Chef già stellato da vent’anni Giancarlo Perbellini, di cui Sergio Lovrinovich, caporedattore della guida dice: “Un nuovo Concept che mette il cliente al centro, ospitato a casa propria con la visione diretta di tutta la brigata di cucina”.
  • I ristoranti da una stella, che in totale sono 288, sono cresciuti grazie a tre realtà milanesi: Seta del Mandarin Oriental (chef Antonio Guida), Tukuyoshi (YoJi Tokuyoshi, allievo di Massimo Bottura) e Armani Ristorante (Filippo Gozzoli).

C’è anche chi, invece di ricevere, ha perso le due stelle, come Combal.Zero a Torino (Davide Scabin), retrocesso a una, e il Perbellini di Isola Rizza per cambio chef, oltre a Il Mosaico di Ischia per cessata attività.

La guida sarà in vendita da oggi 11 Dicembre nei negozi, così come l’app che è già scaricabile gratuitamente.


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