Motori

L’ecologica Zoe a Lisbona

Davide Stefano
13 marzo 2013

Ore 8 del mattino a Milano Malpensa.
Mi trovo con il mio trolley da viaggio e la mia borsa da lavoro includente tutto il necessario: computer, iPad e, soprattutto, un biglietto direzione Lisbona, offerto da Renault per testare la nuova nata della casa francese, la Zoe, secondo modello, dopo la Twizy, ad essere integralmente elettrico, come da progetto Z.E.
Appena giunto nella capitale portoghese incontro i colleghi di Wired, Polkadat e Autoblog; subito si crea quel feeling magico, tipico delle persone che condividono la stessa passione, i motori in questo caso. Conversazioni durate un paio d’ore davanti ad un drink nella magnifica cornice offerta da Renault nell’hotel Pousada de Cascais danno inizio a una splendida esperienza.

Sbarcati all’aereoporto di Lisbona veniamo subito accolti dal personale Renault, che ci spiega le funzionalità di Zoe e le abissali differenze tra quest’ultimo modello e Twizy: discrepanze non connesse al telaio, ai posti a sedere o al design, bensì a soluzioni tecnologiche rivoluzionarie apportate sulla Zoe; basti considerare il sistema R-LINK, che permette una gestione semplificata dei sistemi di bordo, come quelli multimediali – quali il bluetooth, il navigatore con tecnologia TOMTOM e i servizi live su traffico, gestione del sistema ECO – e My Z.E Connect, un sistema che permette di impostare vari parametri a distanza attraverso il proprio pc o smartphone – ad esempio il preriscaldamento dell’autovettura e la gestione della carica e dei suoi tempi per il completamento, che può variare a seconda dell’intensità di energia utilizzata.

Appena saliti sull’autovettura non ci si accorge di essere su un’auto interamente elettrica; ogni cosa è al suo posto e a dominare la plancia è uno schermo enorme, fulcro dell’intera macchina. L”impostazione del navigatore e dei sistemi di bordo è molto semplificata, il tutto si svolge in modo touch.
Imposto la mia prima meta: il Cristo-Rei appena fuori dal centro di Lisbona, ispirato al Cristo redentore di Rio de Janeiro e raggiungibile attraverso il ponte 25 de Abril, modellato sul Golden Gate Bridge di San Francisco. Ritornati in auto ci rechiamo verso il porto di Lisbona, dove ci attende la nostra prima sosta di “rifornimento” elettrico presso un ristorante contrassegnato da un panorama mozzafiato sul fiume Tago. Mentre i nostri compagni di viaggio si riforniscono, anche noi facciamo una piccola sosta per rifocillarci e scambiare le prime impressioni sull’auto, molto positive rispetto a guidabilità, tenuta di strada e sistemi integrativi di sicurezza.

Il percorso riprende verso l’hotel. Avendo macinato 120 km e fatto un viaggio in aereo la stanchezza si fa sentire, ma il piacere di guida e la comodità trasmessa dalla piccola francese alleviano la stanchezza. Arrivati in albergo partecipiamo ad un iter informativo e ad un question time con alcuni dirigenti di casa Renault. I riscontri sono positivi e le opinioni di noi giornalisti arrivati da mezza Europa sono entusiasti.
Dopo una cena improntata alla nouvelle cuisine e un ottimo post dinner scelto dalla carta dei cocktail internazionali, è giunto il momento di andare in camera per un meritato riposo.
La mattina, durante la  colazione con vista sull’Oceano Atlantico, pensiamo di modificare la modalità di guida rispetto alla giornata precedente: alla modalità eco, concepita per il  risparmio energetico, avremmo sostituito una guida finalizzata a toglierci qualche sfizio. I nostri dubbi riguardo al potenziale dell’auto sono stati rapidamente fugati. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’accelerazione e dalla fase di sorpasso, con ben 220 Nm di coppia massima e uno sviluppo di 88 cv.
Come piccoli bambini il giorno di Natale imbocchiamo una strada in direzione del Fx Factory (una libreria enorme ricavata da una vecchia fabbrica) con un’infinita serie di curve, tornanti veloci e dislivelli. La Zoe è una sorpresa in ogni momento grazie alla sua guida fluida e precisa. Dopo un brunch veloce si sale nuovamente a bordo dell’autovettura e cerchiamo di goderci gli ultimi chilometri, in un connubio tra la piccola francese ecologica ed il panorama offerto da Lisbona.
Non ci resta che ringraziare Zoe e Renault per un’esperienza indimenticabile.

Davide Stefano


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