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L’essenza della bellezza nella cupola della Cappella della Sindone

Carla Diamanti
6 Gennaio 2019

Provo una certa emozione. In coda fra pareti colore della carta da zucchero mi avvicino alla biglietteria del Palazzo Reale di Torino. Sono passati tantissimi anni dalla prima visita a cui ne sono seguite altre. Questa però comincia diversamente e non solo per i colori che mi accolgono. Sto per rivedere – questa sì, per la prima volta – la cupola della Cappella della Sindone, riaperta da poco dopo un lungo restauro. L’accesso non è dal Duomo, come pensavo, ma da un’ala del Palazzo Reale, la stessa da cui passavano i Savoia che la fecero costruire da Guarini per conservare il lenzuolo con l’impronta di un uomo.

Salgo lo scalone imponente e sovrastato da un soffitto affrescato, seguo le indicazioni e punto al mio obiettivo. L’emozione non fa sconti neppure al resto del palazzo, o ai giardini. La visita deve cominciare da lì. Entro in punta di piedi e lo sguardo è attirato verso il basso, un pavimento di stelle incorniciate e che a loro volta incorniciano un’edicola che ancora porta i segni dell’incendio. Custodiva la Sindone e per osservarla bisogna alzare lo sguardo. Quando gli occhi corrono verso l’alto non possono fermarsi e sono attratti dalle pareti che si restringono verso la cupola. Un capolavoro di intrecci e di intarsi, oltre che di architettura. Simboli e immagini si alternano, si rincorrono. Stelle, croci ed esagoni, che evocano l’empireo portando lo sguardo verso le sei aperture da cui entra la luce e le sei file di archi, una sopra l’altra come un filo di pietra intrecciato che si riduce sempre di più fino ad aprirsi sulla stella – o forse un sole? – con lo Spirito Santo. I marmi scuri della base sembrano illuminarsi, mentre tutto lo spazio sembra carico di luce e fascino.

No, non mi sbagliavo. Era proprio qui che volevo arrivare. Dieci minuti, dice un cartello, che prega i visitatori di non trattenersi a lungo. Dieci minuti che sembrano volare in un attimo. Esco, rientro, esco di nuovo. Riprendo la visita, ma gli occhi, per oggi, sono già colmi di bellezza.

 

Info: Musei Reali Torino, www.museireali.beniculturali.it

 

 

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