Liberalizzazioni: è rivolta di taxi, commercianti e parafarmacie

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12 gennaio 2012

Commercianti e tassisti sul piede di guerra contro le liberalizzazioni, e titolari di parafarmacie che hanno scritto una lettera a Monti. I primi si mobilitano contro la deregulation dei saldi, i secondi per difendere il regime delle licenze anche se l’autorità ha già deciso che il loro sciopero del 23 gennaio è illegittimo e gli ultimi sono contro l’aumento del numero delle farmacie.

Per la Confesercenti “la preoccupazione è ormai arrivata al livello di guardia: siamo pronti a valutare forti iniziative di protesta e mobilitazione”. Dopo gli orari, i saldi e “si continua a sbagliare”, denuncia l’associazione, spiegando che verranno penalizzate le pmi del settore. Dal “polverone” di annunci sulle liberalizzazioni che si susseguono emerge “solo un dato allarmante e inconfutabile: le pmi del commercio continuano a essere penalizzate. Dopo gli orari, i saldi: si continua a sbagliare”, osserva Confesercenti. La deregulation dei saldi “in realtà vuol dire sparizione di opportunità e tutele per le famiglie e ancora più per quei tantissimi turisti stranieri che attendono l’evento dei saldi per fare una vacanza in Italia soprattutto in grandi città come Roma e Milano”.

Sul fronte dei taxi, è “illegittima” la serrata che i conducenti hanno proclamato per il prossimo 23 gennaio in segno di protesta contro il piano di liberalizzazione del governo. Lo ha deciso l’autorità di garanzia sugli scioperi che sta seguendo con “molta attenzione” l’evolversi della vicenda relativa alle agitazioni dei taxi. “Nei giorni scorsi – riferisce l’authority – ha già inviato una propria nota ai soggetti proclamanti, con la quale si raccomanda di rispettare tutte le misure che la legge e la disciplina del settore prevedono a tutela dei cittadini”.

Anche i consumatori hanno dato l’altolà ai tassisti. Il Codacons ha avvisato che in caso di danni agli utenti partiranno denunce. Intanto i titolari delle parafarmacie hanno scritto al premier Mario Monti per protestare contro l’aumento del numero delle farmacie: “Con questa riforma che prevede l’apertura di circa 3mila nuove farmacie lei nella sostanza sta decretando la fine della esperienza delle 3.800 parafarmacie”, hanno sottolineato.

 

Fonte: TMNews