Leggere insieme

Libero Zoo

Marina Petruzio
19 agosto 2018

Tornano i collage, le composizioni stratificate dalle innumerevoli forme in pezzi e pezzettini, e i colori di Gek Tessaro in Libero Zoo pubblicato da Lapis Edizioni interamente in rima e senza punteggiatura.

Dal lungo formato per non comprimere il tripudio di colori e di situazioni. Il testo trova spazio in una colonna evidenziata sempre in bianco in fondo alla pagina a destra. Come una paginetta dove tutti quei segni si possono muovere come formiche incolonnate, senza punti nè virgole, ma con qualche interrogativo.

Alcune doppie pagine potrebbero essere dei tessuti, per colori e ricchezza di patterns, per portarsi in giro e addosso un messaggio: che gli animali sono belli e bello l’ambiente dove vivono e dove devono vivere, che il mondo delle bestie celebra la vita e la meraviglia delle differenze. Quando lo facciamo prigioniero, si trasforma, muta, si zittisce. Nessuno rimane sé stesso quando è prigioniero. Come recita l’ultima di copertina. Più di dieci buoni motivi, più di dieci animali nel loro habitat dove tutto trova una spiegazione, un motivo che non è necessario alterare, un inno alla vita e alla selvatichezza lontano da muri, confini o cancelli. Un inno alla libertà. Il mondo selvaggio del mondo è suo è un mondo libero e non può esser tuo.

Come potrà mai sentirsi un alce appeso alla parete, incorniciato tra ritratti e foto di famiglia, di animali altri e sorridenti, disegni di bambini. Diventato ritratto anche, lui pur sempre tridimensionale e molto più mansueto. Come potranno sentirsi i pesci di ogni genere e tipo, lunghi e tentacolari, minuscoli e colorati, quelli dai musi affilati o quelli coi denti più aguzzi abituati a fango, ghiaccio, alle acque calde e chiare come a quelle fresche sino a ghiacciate del buio degli abissi, come faranno lontani da lì, in teche enormi a girare in giro senza meta tenuti calmi da cibo liofilizzato. In fondo agli abissi nel buio del gelo il giorno è la notte l’acqua è il nostro cielo.

E la balena? Quanto e sereno, rassicurante curioso e immaginifico sapere che c’è, in fondo, laggiù, un animale così grande, anche senza vederlo. Basta saperlo. Sapere che esiste a me basta e avanza e un sorriso salato mi allarga la stanza. Un rinoceronte allo zoo è come un condominio requisito, lui dietro le sbarre e i suoi condomini fuori. Eppure, si sa: lui così grande e loro piccini e variopinti, lui non li sente arrivare e neppure partire ma quando vanno lo lasciano pulito, la sua pelle respira al sicuro da qualche malattia. Rimangono un giorno dopo un minuto son via e io ritorno solo con un po’ di nostalgia. E così di seguito con l’elefante che al suo passaggio risemina la foresta, i serpenti, a cui pochi danno segni di amicizia, ma forse anche loro ci trovano inquietanti con le nostre braccia gambe dita! Forse siamo noi a far loro gran senso?

Il più furbo è di certo il canguro. Neppure la matita può fermare sul foglio il suo salto, verrebbe sfocato. Così lo puoi immaginare soltanto, la pagina è bianca.

E se quell’alce là appeso al muro un giorno si stancasse? E se non fosse inchiodato a muro e parete e il suo corpo fosse nella stanza accanto? E se un giorno dicesse va bene ora basta me ne vado? Ci avete mai pensato? Solleverà le corna solleverà il divano solleverà la casa e tutto quanto il piano Dispiace per il tè le tazze e là tazzine peccato per i piatti di porcellana fine

E fine

 

 

Libero Zoo
di Gek Tessaro
edito Lapis Edizioni
collana i Lapislazzuli
euro 14,50
età di lettura dai 5 anni


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