Lifestyle

Lifestyle: la nostra vita è in mano ai brand. Vi diciamo quali sono

Annalisa Betti
26 luglio 2018

Che ci crediate o no, le cose stanno proprio così e ad affermarlo è l’indagine globale “Most Influential Brands” che Ipsos svolge in Italia da cinque anni proprio per monitorare l’influenza dei marchi sulla nostra vita quotidiana.

Sono, in altre parole, i brand capaci di mettere al centro l’individuo e di rifletterne i valori, quelli che, più di altri, sono anche in grado di ispirarne le scelte. “Il processo d’identificazione tra noi e i brand influenza le nostre abitudini, i nostri comportamenti e i modi di fare acquisti nella vita di tutti i giorni” osserva Nicola Neri, Amministratore Delegato Ipsos che aggiunge “È lo spunto da cui siamo partiti per raccontare il The Most Influential Brands 2018. Basti pensare che dai dati di un nostro studio internazionale emerge come il 66% degli intervistati dichiari di comprare tendenzialmente marchi che riflettono i propri valori; mentre un 63% afferma di attribuire sempre maggiore importanza alle marche di cui si fida, soprattutto nel contesto contemporaneo, in cui siamo costantemente sovraesposti a migliaia di opzioni e input differenti”.

Ma veniamo al sodo: quali sono questi brand?

Quali sono i “Most Influential Brands”. Due le new entry nella Top 10 2018: PayPal al quarto posto e IKEA al decimo. La società di pagamento digitale entra con forza nel ranking e a un passo dal podio, segno probabile di quanto la facilitazione dei processi quotidiani sia valore oltremodo determinante dell’influenza delle marche.

IKEA, invece, si attesta come unico brand non direttamente legato alla tecnologia o a servizi che riesce a raggiungere per la prima volta la Top 10. Il colosso svedese si dimostra ancora una volta maestro nello storytelling incentrato sulla libertà di scelta che diventa espressione della propria identità.

Altri brand comunque importanti e influenti. Fuori dai dieci, per la prima volta, tutte le aziende del comparto Food, che rimangono comunque nei posti alti della classifica generale, grazie al grande valore che in Italia si attribuisce ancora al settore alimentare e la capacità di tali brand (si pensi a Nutella, Parmigiano Reggiano, Ferrero, Barilla, Grana Padano), di aver costruito negli anni un forte legame identitario (e nazionale) con i consumatori. Non a caso “questi brand performano in maniera molto alta sulle dimensioni del Trustworthy e della Corprate Citizenship”: in altre parole (e comprensibili anche a chi non è del settore) significa che sono marchi che trasmettono fiducia e affidabilità, comunicando anche impegno e ruolo sociale.

Il mondo dell’Entertainment merita una riflessione a parte perché emblema di come stia cambiando in maniera radicale il modo di fruizione da parte dei consumatori. Finita ormai l’era dei palinsesti fissi, il settore tv e dei nuovi servizi ad esso collegati è in continua evoluzione. Simbolo di queste rapide trasformazioni e della capacità di rispondere puntale alle esigenze dell’utente è la scesa in campo di Netflix che, nel giro di un solo anno, ottiene un avanzamento da record: se nella classifica 2017 il famoso portale di streaming era all’ottantesima posizione, nel 2018 si attesta al 26°. Un balzo in avanti di ben 60 posizioni che non fa altro che sottolineare “l’affaticamento” delle reti tradizionali a tenere il passo. Un’altra crescita significativa, sempre restando nel settore del consumo di entertainment, è quella di Spotify, piattaforma streaming musicale che registra un salto in avanti di quasi 30 posizioni rispetto al 2017.

Tra le aziende che operano nel settore moda spicca Zalando che, per la prima volta in classifica, entra direttamente al 29° posto. Ancora una volta il consumatore premia un servizio rapido, personalizzabile, con un ampio catalogo di offerta che permette grande libertà di scelta e la possibilità di esprimere la propria individualità.

 

 


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