Woman

Like a mannish diva: 5 capi rubati a lui per essere più femminili che mai

Virginia Francesca Grassi
18 Dicembre 2018

Una donna in un cappotto maschile è molto più sensuale di una donna in abito da sera”. Una delle sacre massime di Giorgio Armani.

Certo, oggi parlare di stile mannish è quasi una banalità: tutte abbiamo nell’armadio camicie e pantaloni, blazer e stringate; così come tutte sappiamo che il completo giacca-pantalone è uno di quei trend intramontabili e per ogni stagione. Ma dietro di noi esiste lunga strada fatta di donne che hanno saputo cambiare le regole – della moda prima, della società poi – facendo scalpore a suon di capi e accessori sottratti al compassato guardaroba maschile. Solo in seguito sono approdati sulle passerelle, opportunamente rimodellati da creativi e stilisti, per diventare simbolo di una nuova eleganza. L’esercizio è quello, sofisticato, dell’androginia, che tramuta in un giro di smoking una scapigliata tomboy in raffinata seduttrice. Una delle tante espressioni di una femminilità indipendente e ambiziosa. E per questo terribilmente sexy.

Ma quali sono gli statement outfit a cui non rinunciare per un perfetto mannish look? Dal tuxedo al tailleur giusto per voi, ve li raccontiamo attraverso le scelte di stile di 5 grandi dive, di ieri e di oggi.

Il tuxedo, come Marlene Dietrich
Lo sappiamo, la paternità dello smoking femminile va indiscutibilmente a Yves Saint Laurent, che lo lanciò sulle passerelle nel 1966. Forse però non tutti ricordano che ad avere l’idea fu per prima Marlene Dietrich negli anni ’30: ipnotica e conturbante, è passata alla storia come l’angelo azzurro – dal film che l’ha consacrata al successo – ed è stata la prima grande diva del cinema ad insegnarci che una donna può essere più seducente che mai anche (e soprattutto) indossando abiti maschili, come un tuxedo nero accompagnato da tuba e papillon. Femme fatale ad Hollywood, ma anche paladina dei diritti civili, nel 1947 è stata la prima donna ad essere insignita della Medal of Freedom.

I pantaloni, come Katharine Hepburn
Sembra banale, ma negli anni ’40, indossare i pantaloni per una donna non era affatto scontato. Se poi portavi i capelli corti, ti facevi chiamare Jimmy, eccellevi in moltissimi sport tradizionalmente ad appannaggio maschile e in più collaboravi con le suffragette per promuovere il voto alle donne e il diritto alla contraccezione, beh, sicuramente non venivi considerata come una delle solite brave ragazze. È quello che è successo a Katharine Hepburn: spirito ribelle e indomito, la grande attrice è stata capace di distinguersi in tutto quello che ha fatto, dal modo di recitare a quello di vestire – dentro e fuori dal set optava spesso per capi mannish, a partire da tailleur con giacche e pantaloni formali, indossandoli con stile e grande personalità. Ha conquistato Hollywood, diventando un’icona, non solo di eleganza, ma anche di una femminilità libera e anticonvenzionale.

La camicia oversize, come Jean Seberg
È una scena topica della storia del cinema: quella in cui Jean Seberg ruba a Jean Paul Belmondo la sua camicia a righe e la indossa con sensuale nonchalance. Libera, spensierata e un po’ naif. La pellicola è ovviamente “A Bout De Souffle” di Jean-Luc Godard, uno tra i capolavori della Nouvelle Vague. Elegantissima e dall’allure inconfondibilmente parigina, l’attrice è più femminile che mai con i capelli cortissimi portati alla maschietto e i volumi over di quel capo sottratto che le avvolge il corpo minuto. Un outfit apparentemente improvvisato che dal 1960 ad oggi, nei cicli e ricicli della moda, continua a tornare più attuale che mai.

Il blazer, come Grace Jones
Cantante, attrice, modella, Grace Jones è l’indomita e indomabile “pantera nera” degli anni ’80 (e oltre). Ha attraversato lo showbitz calcando le passerelle dei più grandi stilisti (da Yves Saint Laurent a Kenzo Takada), è arrivata sulle copertine di Vogue, venendo immortalata da maestri della fotografia come Jean-Paul Goude ed Helmut Newton, ha sfondato nel mondo della musica e si è persino conquistata una parte in “007 – A view to a kill”. Riconoscibilissima nei suoi look tomboy ad alto tasso di provocazione è stata capace di ridefinire le regole di genere: “I feel feminine when I feel feminine, I feel masculine when I feel masculine – I am a role switcher”. Certo non è stata la prima donna ad indossare il blazer, ma come lei, nessuna: taglio a spazzola, labbra rosse viniliche, guanto e sigaretta fumante – una leggenda.

Il tailleur, come Lady Gaga
Un altro capo da pink empowerment, direttamente rubato al guardaroba di lui. Questa volta ad indossarlo è una celeb del calibro di Miss Germanotta, un modello di stile (e non solo) per intere generazioni. I look di Lady Gaga sono sempre chiacchieratissimi, tra stravaganze ed eclettismi catch-eye. Noi però vogliamo soffermarci su quello che ha sfoggiato qualche mese fa in occasione dell’Elle Annual Women in Hollywood Celebration, un sofisticato completo grigio da uomo firmato Marc Jacobs. Non una scelta casuale, ma meditatissima, a cui la pop star ha voluto affidare un messaggio potente e anche molto personale, parlando della violenza subita a 19 anni. “Oggi i pantaloni li porto io”, ha detto tra le lacrime. E dovremmo imparare a portarli tutte.


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