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L’intimo firmato Kim Kardashian fa già scalpore (a partire dal nome)

Martina D'Amelio
1 Luglio 2019

Prendi una star eccentrica che si trasforma in stilista come Kim Kardashian. La prorompente business woman lancia una linea di intimo modellante e fa subito scalpore: a partire dal nome.

Si chiama “Kimono Solutionwear” l’ultima trovata della celeb: un progetto di lingerie svelato su Instagram. La polemica? Arriva dal termine con il quale ha registrato il marchio, appropriandosi – a parere del popolo social – con troppa leggerezza del tradizionale indumento del Giappone. Sterile, pare, considerati gli ottimi intenti di Kim: “Finalmente posso condividere con voi il progetto che ho sviluppato in quest’ultimo anno. Kimono è la mia interpretazione di intimo modellante pensata per tutte le donne, con soluzioni che funzionano davvero. Ho sempre dovuto tagliare il mio shapewear per adattarlo a ciò che indossavo, e tantissime volte non sono riuscita a trovare un colore che si fondesse con il tono della mia pelle. Kimono sarà disponibile a breve per ogni taglia, e in ben nove tonalità. Non vedo l’ora che lo proviate”, ha scritto sul proprio profilo.

La reazione non è stata particolarmente entusiasta, e in men che non si dica è nato l’hashtag #KimOhNo. Fra le critiche più accese c’è la mancanza di rispetto mostrata per la cultura nipponica, ridotta a un gioco di parole.

Ma è davvero andata così? Se ci mettiamo che la campaign è stata realizzata dalla famosa artista (italiana) Vanessa Beecroft, specializzata in tableau vivant, Kim sembra aver fatto le cose per bene. E ovviamente compare anche negli scatti, che svelano i primi capi: si tratta di jumpsuit corte e aderenti le cui nuance effetto nudo corrispondono alla perfezione ai toni delle modelle protagoniste, che mostrano fiere la loro diversità.

La replica di Kim non si è fatta attendere: “Capisco e ho profondo rispetto per il significato del kimono nella cultura giapponese e non ho intenzione di progettare o rilasciare indumenti che in qualche modo assomiglino o disonorino il tradizionale indumento. Ho deciso di chiamare la mia compagnia Kimono per sottolineare la bellezza dell’inclusività. Il mio marchio solutionwear è costruito per esaltare la diversità e ne sono incredibilmente orgogliosa“, ha dichiarato al New York Times.

In commercio prossimamente dalla taglia XXS alla 4X, Kimono Solutionwear sarà distribuita in 9 toni carne diversi. Non solo body, ma anche reggiseni e mutande modellanti per tutte le taglie in diverse gamme di colore. Una linea ampia che promuove soprattutto l’inclusività. E forse, questa volta, il plauso va alla celeb, colpevole solo di aver utilizzato il suo soprannome per lanciare questa collezione shaping che, se ad alcuni ha fatto gridare allo scandalo, a noi piace moltissimo.



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