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L’Italia è un gruviera, Ventura troppo gentiluomo

Riccardo Signori
2 settembre 2016
Graziano Pellè

Graziano Pellè

Italia gruviera e Ventura rischia di essere una mozzarella. Bisogna ringraziare la Francia per aver riportato il calcio italiano alla sua dimensione: senza un centrocampo decente la difesa fa acqua, l’attacco è da numeri limitati e il ct appena scelto è un grande maestro di calcio, ma non un uomo per ogni battaglia. Sono già da immaginare i lamenti per la grinta di Conte, per il gioco di Conte, per il contismo e tutto quanto fa folklore. Conte ha vinto niente, però è un trascina popolo e, in Italia, il tanto basta per diventare “leggendari”. Appunto in Italia, nel resto d’Europa si preferiscono i risultati.

L’Italia di Ventura,invece, ha preso subito brutta forma e ha aperto il suo ciclo con un risultato da sberlone in faccia. Direte: gli azzurri non battono i francesi in casa da decenni, la nazionale di  Didier Deschamps ha basi migliori e giocatori più forti almeno in tre-quattro di loro, quindi ci sta tutto.

Però non ci sta veder la conclamata difesa della Juve, pur priva di Bonucci, finire allo spiedo per errori dei giocatori ma pure per scarsa compattezza con il centrocampo. Campanello d’allarme per il ct che, forse, non ha il carattere di chi ti mette i brividi. Perfin quando lo vedi arrabbiarsi, a bordo campo, sembra sul livello del fuoco di paglia. Ventura rischia di essere mozzarella con gente che andrebbe tenuta sotto pressione. Magari si inventasse subito una Italia più giovane e meno abituata al posto fisso, ne caverebbe qualche briciola di furore in più. Ventura è un bon vivant abituato ad ambienti dove la pressione contava ma poi si stemperava subito, non occorreva il risultato da grande squadra ma quello necessario a salvarsi, non si chiedevano vittorie ad ogni costo ma solo quelle per barcamenarsi.

La nazionale è un’altra cosa e si è visto nel tranelli oratori delle conferenze stampa. L’idea di lasciar da parte El Shaarawy e Berardi è stata un fantastico autogol. Probabilmente il ct si è morso la lingua trenta secondi dopo aver fatto il suo ragionamento che, francamente, era calcisticamente indecente: se i giocatori hanno valore , si cambiano i moduli e non viceversa.

Gianluigi Donnarumma

Gianluigi Donnarumma

E così anche l’Italia vista con la Francia, ha adocchiato quella idea di intransigenza tattica, con qualche variazione mal riuscita: Bonaventura prova da mezzala , ma va meglio in fascia, Montolivo e De Rossi sono in bollitura costante, serve gente giovane e di movimento, era da tempo che non si vedeva un Chiellini così svagato, cosa ne dirà Allegri? Barzagli pareva sulle sabbie mobili ma forse è solo questione di tempo: nessuno può essere già in forma a inizio settembre. Incoraggiante l’idea di provare subito Gigio (Gianluigi) Donnarumma, nonostante un gol con qualche colpa. Ma ora meglio rinnovare velocemente, la qualificazione ai mondiali, che comincerà con la partita contro Israele, è molto difficile e piena di insidie, anche non prevedibili.

Domanda: l’Italia deve temere più l’Italia o le avversarie?  Vista la partita con la Francia la risposta è pronta. L’Italia deve temere se stessa. Candreva sulla fascia è una garanzia, ma il resto del centrocampo una via di mezzo tra gruviera e mozzarella. L’attacco produce gol col contagocce. Non abbiamo grandi attaccanti ma se i ct si ostinano a far giocare Eder, che tira poco e male in porta, chi mai riuscirà ad aumentare il carico delle reti?

Riassumendo, la nostra nazionale ha cinque problemi: 1)tonificare la difesa anche con nuovi innesti. 2) trovare un leader per il centrocampo. Tutti sperano in Verratti, ma chi vive sperando…3) serve una spalla da gol a Pellè o al centravanti designato. 4) rimettere in panchina De Sciglio e tutti gli incompiuti. 5)svegliare il ct dal suo aplomb di ufficiale e gentiluomo. Meglio un nostromo in più(uomo rozzo e brutale che conduce la ciurma alla manovra) e un gentiluomo in meno.

Se la nazionale troverà presto risposta a queste soluzioni, chissà mai che non la vediamo ai mondiali.


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