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Il mercato degli orologi in Italia: è l’Eldorado

Davide Passoni
1 dicembre 2015

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Inutile negarlo: per gli orologi di qualunque tipo, specialmente per quelli di lusso, l’Italia era e rimane un mercato d’elezione. Per cultura, passione, storia, nel nostro Paese le grandi e piccole marche dell’orologeria mondiale si sono sempre trovate a proprio agio e il mercato tricolore ha sempre dato loro grandi soddisfazioni.

Soddisfazioni che continuano, dal momento che – secondo quanto riporta l’ultima indagine annuale sugli acquisti di orologi da polso in Italia effettuata da GfK Retail & Technology e diffusa da Assorologi – il mercato italiano nel 2014 ha valorizzato 1,26 miliardi di euro, con 7 milioni di pezzi movimentati.

E non è un dato da poco, in un momento nel quale persino l’orologeria svizzera subisce una contrazione in termini di export e ordinativi. Un’importante inversione di tendenza, che vira al positivo in termini di orologi venduti e di valore: rispettivamente +5,1% e +9,6% rispetto al 2013.

Se è vero che il prezzo medio resta basso, anche se in crescita (dai 174 euro del 2013 ai 183 del 2014), è interessante notare alcune dinamiche per certi versi inattese a livello di target di consumatore, relativamente al sesso. Gli orologi restano infatti appannaggio maschile in termini di quantità, con anche un significativo incremento (dal 40,2% del 2013 al 44% del 2014), ma in termini di valore si assiste a un crollo di quasi 15 punti: da 64,4% a 50,7%. Impennata, invece, degli orologi femminili che, nonostante il calo in termini di pezzi venduti (dal 47% al 44,3%), schizzano in alto in quanto a valore: +13,4%, da 32% a 45,4%.

Tralasciando dati meno significativi come il materiale della cassa, del cinturino o del bracciale degli orologi venduti in Italia, vale la pena sottolineare la lenta ma costante crescita del mercato degli orologi con movimento meccanico (25% in quantità e 37% in valore) e, soprattutto, le dinamiche per quello che riguarda i canali di vendita retail, con la conferma prepotente dell’online.

Le vendite di orologi sul web, sia sul fronte dei siti di e-commerce, sia su quello dei siti di aste, crescono infatti tanto in termini di volume (dal 10% al 14,7%), quanto in termini di valore (dal 5,4% al 8,8%), confermandosi un canale vivo, a differenza di altri più tradizionali come orologerie o gioiellerie che, poco o tanto, in volume o in valore, qualcosa continuano a perdere (solo le orologerie -13% in valore).

Certo, quando si parla di web c’è anche il rovescio della medaglia costituito dagli orologi falsi e dalle repliche, fatte più o meno bene ma sempre repliche. Ma la contraffazione degli orologi merita un approfondimento più ampio, che faremo magari nelle prossime settimane, perché si tratta di un fenomeno globale che muove cifre spaventose. Per ora ci basti sapere che, in Italia, siamo ancora capaci di apprezzare (e comprare…) buona orologeria.


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