Leggere insieme

Lo sport non fa per te!

Marina Petruzio
1 luglio 2018

Lo sport non fa per te! di Paolina Baruchello con le illustrazioni divertenti e dinamiche di Federico Appel, edito da Sinnos, attrae incredibilmente per i suoi colori. Il giallo, in grande tendenza in tutti i settori e non solo nell’editoria che ha sfoggiato storie in giallo e palette di gialli in tutti i toni per le cover e non solo, non è il solo a far bella mostra di sé. All’interno, pagina dopo pagina, i colori acquosi si susseguono, rossi rosa e aranciati, blu e verdi, bianco e azzurri, gialli senape e di nuovo gli arancioni, viola e lilla, il rosso…credo non abbia trascurato Federico Appel nessun colore, nessun tono, sfumandolo dolcemente o sovrapponendolo per intensificarlo. L’effetto è morbido e dinamico al tempo stesso. Estremamente estivo e di bel tempo.

La storia potrebbe essere circolare. Interno, giorno. Le scatole di un trasloco si accatastano inesorabilmente addizionandosi e moltiplicandosi in mezzo all’ingresso. Una mamma è visibilmente provata. Se Jordi potesse dire la sua forse la direbbe di umore pesto, quel particolare umore che rende spinose le mamme e, di conseguenza, meglio girare alla larga. Forse un bicchiere di vino? Scatole, molte, recano la scritta fragile una di queste è stata però posata a testa in giù nonostante le indicazioni stampate sopra. Qualche adulto poco attento non ci avrà badato. La scatola contiene ciò che per Jordi è in assoluto più importante: il suo pallone. Chiaro è che non è il giorno per palleggiare in casa dribblando tra gli scatoloni, urtando quanto di più fragile per la mamma esista sollecitando il suo pessimo umore. Jordi viene quindi, con voce alta e ferma, invitato a uscire in cerca di nuovi amici. Il pallone lo accompagna. La storia ha inizio così, come la corsa che ci vedrà coinvolti nel passare di pagina in pagina, di sport in sport, di bambino in bambina, per fuggire da adulti giudicanti a caccia della propria attitudine, del proprio sport. Quello che non si fa per vincere, ma per divertirsi. Dove praticarlo è e deve restare un divertimento che rilassa e stimola al tempo stesso. Che non porta a preoccupazioni.

Jordi è un asso del pallone, la squadra del campetto non esita a chiedergli di entrare a farne parte, Michele nel frattempo non tocca palla ma in piscina saprà essere veloce come non riesce ad esserlo fuor d’acqua e la squadra di palla nuoto ne aspettava uno, Viola in acqua viene travolta e toccare palla per lei è impossibile ma al parco l’allenatrice di ginnastica artistica, dopo aver ammirato la perfezione delle sue ruote gioiose nel prato, non esiterà a chiederle di allenarsi con le sue ragazze, Sara invece per la ginnastica artistica pare troppo alta, impacciata ma per il basket sarà perfetta! Luca invece per il basket non è un granché portato la sua specialità è cadere infatti, sarà perché non è grande e grosso come gli altri, è sempre per terra. Judo potrà essere per lui una possibilità? La maestra sembra esserne certa e i compagni in palestra sono ammirati dal suo modo di cadere, Lisa odia invece stare lì in palestra chiusa dentro a lei piace correre in bicicletta, le piacciono le attività con sprint e soprattutto all’aria aperta. Stanchi? Insomma correndo e saltando, nuotando e schiacciando, a balzi o pedalando si torna al campetto dove ancora si sta giocando una partita di pallone. Ma sospendiamo un attimo e recuperiamo fiato.

Per un bambino che non riesce nello sport scelto, o che i genitori hanno scelto per lui, c’è sempre un adulto che perde l’occasione per stare zitto. E mentre i compagni sbuffano spazientite frasi gli adulti sentenziano Lo sport non fa per te! Così un signore di mezza età incapace di gestire il guinzaglio dei propri cani, un troglo in pinne e occhialini che smesso il cappello da vichingo e indossato un costume che ricorda i mutandoni di lana sferruzzati dalla nonna, se ne sta comodamente bordo piscina, due nonne in posizione yogica, un surrogato di Papà Gambalunga in rollerblade e una pigra e ciccia signora mollemente adagiata sulla panchina del parco con la settimana enigmistica in mano. Ma chi sono tutti questi sapientoni? Perfetti sconosciuti con velocità di verbo, come quelli che popolano i parchi e apostrofano i bambini per un non nulla.

Correndo, c’è un particolare in tutte le pagine che ha attira l’attenzione, sin dalla copertina.

Ogni personaggio, ogni piccola scena, ogni evoluzione atletica, poggia su un piccolo campo di colore. Come una base. Come il piedistallo di quelle figurine che una volta letta la storia possono essere ritagliate, vestite e giocate in mille giochi differenti. Quelle che poi animano il libro che a sua volta viene giocato, non un libro gioco ma un libro col quale si può giocare e inserire di volta in volta personaggi o oggetti a proprio piacere. Con sorpresa finale. Che uno sport per tutti c’è!

 

 

Lo sport non fa per te!
con i testi di Paolina Baruchello
e le illustrazioni di Federico Appel
edito Sinnos Soc. Coop.
collana libro per tutti
euro 12
età di lettura: dai 4 anni


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