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Lo street food si fa gourmet con Antonino Cannavacciuolo a Vicolungo

Giorgia Giuliano
1 Luglio 2019

Non ce ne voglia Antonino Cannavacciuolo se diciamo che stavolta uno dei suoi ceffoni servirebbe a poco: di certo non ci riporterebbe alla realtà perché l’apertura del suo street food gourmet è avvenuta per davvero. Siamo alle porte di Novara presso il passepartout dello shopping griffato: l’outlet di Vicolungo. Probabilmente lo chef avrà pensato che l’unica consolazione a un portafoglio (rimasto) vuoto è di sicuro lo stomaco pieno. Alla napoletana. Si, perché il nuovissimo Antonino – Il banco gourmet ha inaugurato il mese scorso e da allora frigge, rifrigge, appaga e addolcisce con un’offerta gastronomica che ci serve le sue origini in formato da passeggio.

Il sapore è verace per chi ha un palato vorace. Frittate di pasta, arancini al ragù, pizzette fritte e sua maestà il cuoppo dove si alternano zeppoline, tocchetti di polenta, e verdure in pastella: il bouquet gastronomico che tutti vorrebbero ricevere – meglio se dispari come si fa con le rose, perché l’abbondanza è sempre ben accetta.

Il banco gourmet predilige il cibo che si mangia con le mani ma non mancano due proposte al piatto, non proprio chic ma gustose e cariche di aspettative: parmigiana di melanzane e i paccheri al pomodoro coronati da un basilico così verde che dà speranza: la speranza che ne rimanga un’altra porzione per un eventuale bis. Tra le chicche di pasticceria si arruolano al bancone babà e sfogliatelle napoletane, oltre che a bomboloni e qualche proposta di gelato.

Il locale ha pochissimi posti a sedere, ha i colori calmi del mare e prodotti firmati Cannavacciuolo tutti ben in vista tra olio, biscotti e i suoi stessi libri. Un bancone generoso dà il benvenuto alla clientela e la rassicura, perché la sensazione di sentire sotto ai denti la dedizione dello chef è tanto vera quanto preziosa, dorata come la panatura di una mozzarella in carrozza. Lo chef più celebre e più senza fronzoli d’Italia sembra, insomma, essersi ben inserito in quel territorio che sta geograficamente un po’ più in alto rispetto a quello in cui è cresciuto, ma per il quale ci sarà sempre spazio tra cuore, pentole, tavoli e bicchieri.



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