Leggere insieme

Lo Yark

Marina Petruzio
6 dicembre 2015

00

Di Bertrand Santini, illustrato da Laurent Gapaillard, Lo Yark, pubblicato da LO editions con la traduzione di Paola Gallerani, non vi ha mangiato se siete ancora qui a leggere.
Oppure non siete sulla lista dei bambini buoni di Babbo Natale, dove per buoni si intende buoni in tutti i sensi, anche da sgranocchiare; non sapete di torta di more al primo morso così come ai successivi e deduco infine che non siete i primi della classe e che non fate la differenziata. O anche avete già subito l’ attacco dello Yark e vi siete prontamente difesi commettendo delle malefatte, come per esempio cominciare a vomitare volgarità assortite quali Pipì, Cacca, Pisellino in rapida successione, rendendovi irrimediabilmente immangiabili e indigesti.
Chi è lo Yark? Un mostro della specie degli orchi, ça va sans dire.

1
E perché parlare di un altro mostro o di un orco poco credibile, tanto il maleficio lo abbiamo già sgamato qualche orco fa? Perché gli Yark sono un tipo particolare di orco ad altissimo rischio di estinzione. Come i Koala si cibano di un tipo di alimento che assumono con grande godimento e soddisfazione solo se puro all’origine. No, gli orchi non sono vegetariani. No, non c’entrano diserbanti e altri veleni simili non dissolvibili nel terreno, no direi di no!
Il problema è molto più serio e riguarda non solo la sfera alimentare del pianeta, ma anche la sfera socio-culturale e il problema è per altro condiviso, sebbene per altre motivazioni, dalla maggior parte della popolazione attiva, e non, riprodotta – ma anche no!
La distruzione dell’habitat dovuta a maleducazione, cibo spazzatura, mancanza d’amore ha comportato la quasi totale scomparsa della sua principale fonte alimentare ovvero – tenetevi forte – i bambini buoni.

I tempi moderni non producono quasi più bambini commestibili.

L’arroganza, la stupidità, le parolacce, le bugie, la maleducazione ad oltranza – è ormai scientificamente provato – modificano la chimica del bambino e lo rendono poco digeribile, coriaceo, urticante e nei casi più gravi: v e l e n o s o!

Carnivoro crudista, lo Yark amava i bimbi buoni, sgranocchiare i loro ossicini, masticare le loro linguette con una foglia di menta come una prelibatezza zuccherosa e deliziosamente appiccicosa; il loro cervello al gusto di marshmallow da sbocconcellare distrattamente; i loro teneri bulbi oculari da ciucciare come caramelle mou; il loro profumo di mandorle e burro fresco…huuuu, una delizia!…per pochi s’intende!

Quindi, in questo delirio di gorgo nella pancia vuota, misto a disperazione e malinconia per il tempo che fu, non resta che una cosa da fare: rubare la lista dei bambini buoni, quella che Babbo Natale tiene distrattamente su un tavolo accanto a quello della colazione, basta un travestimento et voilà! Gabbato Babbo Natale, si può svolazzare verso promettenti pranzetti teneri e profumati.

2

Ma – il destino è pieno di ma – l’evoluzione della specie ha reso oltre che maleducati, scaltri e furbetti i bambini del mondo che, crescendo alimentati a favole i cui protagonisti sono orchi, giganti e streghe malefiche hanno ormai imparato a difendersene, a riconoscerli ed anche a snobbarli, quando poi non si prendono gioco di loro, scambiandosi col proprio fratellino buono così che lo Yark inghiotte Lewis al posto di Jack in un…abbaglio! E da qui chiappe che prudono, peti fiammeggianti, pustole e vesciche: non è gentile prendersi gioco neppure di uno Yark.

Vita dura per gli orchi…e cosa veramente inaccettabile: alcune bambine hanno il brutto vizio di amare l’avventura e…gli orchi! Famigliarizzano, si innamorano perdutamente per quel loro aspetto un po’ così, alti più di sei metri, pelosi spettinati, alette da pipistrello, dinoccolati, con quella sensibilità artistica che li contraddistingue nelle arti figurative così come in quelle plastiche. Se riescono a liberarsi dall’ossessivo compulsivo desiderio di mangiarsi un bambino!

3

Rassicurante per i genitori di tutto il mondo che non sentendosi più soli nella lotta contro la maleducazione e la spavalderia insolente dei propri figli, lo divoreranno sentendo solidarietà crescente ad ogni pagina; genuino per tutti i bambini, nonostante la forma da romanzo illustrato dove spesso sono messe in primo piano zanne acuminate e unghie adunche, il racconto si svolge per contrapposizione in rima rendendolo accattivante, divertente e memorabile: nel senso che non ve lo scorderete più, lo leggerete sino alla Befana ed anche di più, con la pancia che balla cercando in ogni bambino buono della lista di Babbo Natale un potenziale voi che segretamente già snobbate la differenziata!

 

Lo Yark
di Bertrand Santini illustrato da Laurent Gapaillard
Tradotto: Paola Gallerani
Editore: LO editions
www.LO-ed.com
Euro: 14,00
Età di lettura: dai sei anni

 


Potrebbe interessarti anche