Architettura

Londra presenta il nuovo volto della Tate Modern

Roberto Levati
16 settembre 2016

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Inaugurata a metà maggio, la nuova ala della già nota Tate Modern, ha regalato alla città di Londra un nuovo pezzo da aggiungere alla già ricchissima collezione di architetture firmate.

La galleria di arte contemporanea più famosa della capitale allarga la sua collezione, grazie ad un progetto di ampliamento curato dalla coppia di architetti svizzeri Herzog & de Meuron, già firmatari del progetto risalente al 2000 che ha visto la trasformazione di una centrale elettrica dismessa in uno degli spazi dedicati all’arte contemporanea più visitati al mondo.

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Le 800 opere d’arte, firmate da più di 300 artisti provenienti da oltre 50 paesi del mondo, trovano spazio all’interno di un nuovo volume piramidale dall’aspetto scultoreo e imponente.

Le pieghe e la modellazione della “Switch House”, come è stata prontamente rinominata dai critici, diventano icona del carattere dinamico e ultramoderno del museo, punto di riferimento per l’arte performativa fatta di filmati, effetti multimediali, sensazioni ed emozioni forti.

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Gli undici anni di cantiere hanno dato vita ad un edificio ad alta efficienza energetica, con spazi museali, commerciali e ampie terrazze per offrire ulteriori scorci di una città in continuo cambiamento. Il nuovo edificio della Tate Modern, finanziato da un’estesa operazione di crowd-funding che ha coinvolto istituzioni, cittadini ed enti privati, è infatti l’ultimo atto di un programma di interventi lungo le rive del Tamigi, che negli ultimi decenni ha dato vita ad un vero e proprio processo di trasformazione architettonica, capace di stravolgere il volto di una città ben radicata nella storia ma allo stesso tempo molto attenta all’evoluzione della società di oggi.