Cultura

L’opera Chovanščina approda sul palco del Teatro alla Scala

Benedetta Bossetti
2 Marzo 2019

Chovanščina, in scena sino al 29 marzo al Teatro alla Scala, è l’ultimo capolavoro di Modest Musorgskij, una  delle opere più significative del repertorio russo. L’opera è diretta da Valery Gergiev, direttore del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, la regia di Mario Martone, le scene di Margherita Palli, il Coro del Teatro alla Scala è diretto da Bruno Casoni.

Chovanščina è la seconda opera di Musorgskij, dopo Boris Godunov, a rappresentare la Russia: la storia è un grandioso affresco senza eroi, una congiura di sangue, un intrigo trasversale, tra potere politico, ecclesiastico e militare, e racconta le cospirazioni che tra il 1682 e il 1689 portarono all’ascesa al trono di Pietro il Grande.

Un coinvolgente dramma storico-politico con una narrazione fuori dal tempo che mette in scena un insieme di personaggi  estremamente complessi, ma allo stesso tempo terribilmente umani, con essenze e pennellate storiche di ieri e di oggi che si ripetono e travalicano la storia stessa.

Nel cast Mikhail Petrenko nei panni di Ivan Chovanskij, uno dei bassi del repertorio russo più richiesti al mondo. Suo figlio Andrej è la star del Mariinskij  Sergey Skorokhodov. La sensuale Marfa è Ekaterina Semenchuk ed Emma, Evgenia Muraveva; completano il cast alcuni allievi dell’Accademia, tra questi Eugenio Di Lieto e Giorgio Lomiseli.

Ph Credits: Brescia/Amisano Teatro alla Scala

 



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