Cinema

L’orso non dorme

Marina Petruzio
10 settembre 2016

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Ci sono favole che iniziano con una email.
Le trovi nella posta inaspettate, un giorno, ti appaiono come un amico che arriva da lontano.
Chiedono permesso.

È quel permesso, che non ha bisogno di essere accordato, il passaporta per un mondo che non è solo illustrato, in silenzio raccontato, in due colori rappresentato.
Nel bianco e nel nero, starà a te decidere se è proprio una farfalla – per me una barca di quelle fatte col foglio a quadretti. Se quel bianco, che per me è un orso, per te è proprio una grotta.

E lo senti quel clic?

Sei tu che sentirai e vorrai risentire, per vedere ancora, per sentirti ascoltando, per riconoscere l’aquila, un corvo, una volpe, un cervo.
Che ti scoprirai ad osservare quell’orso nero, a volte bianco, da dentro la sua tana, che proprio quel nero disegna come un soffice piumone e che trasforma la collina in un libro aperto. Ma sarà collina poi?
Una tana nera, a volte bianca come un enorme muso di mamma che segue e a volte sorride.
Sono nere figurine, come giochi d’ombra la sera sul muro o i tasti di un pianoforte.

E questa è la favola che un bel giorno di settembre ha chiesto permesso dalla mia posta.

Grazie Nicola.

L’orso non dorme
Favola di Nicola Cinquetti
dal libro Ultimo venne il verme. Favole
Edizioni Bompiani 2016

prossimamente su Luukmagazine

 

Per approfondire la bellezza e il mistero del bianco e nero, qui.


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