A modo mio

LùBar: l’evoluzione di un’emozione

Raffaella Mattioli
7 Febbraio 2019

L’ultima volta è stato a metà dicembre, quando nel vortice delle feste avevo voglia di un po’ d’intimità. In effetti, sembra strano cercare intimità in un ristorante, ma quando si attraversa il cortile della GAM di Milano e si varca la porta di LùBar, si entra in uno spazio quasi sospeso nel tempo, senza connotazioni urbane: un bellissimo giardino d’inverno che ricrea emozionalmente l’oasi di Vendicari, uno dei luoghi più affascinanti di quella terra straordinaria che è la Sicilia.

Voluto da Lucilla Lucrezia e Ludovico Bonaccorsi, Lu Bar è un “non luogo”. L’ambiente creato da Lucrezia Bonaccorsi è di straordinaria eleganza, pensato in ogni minimo particolare. Lo spazio è sofisticato, rilassato e disteso: sei ampie vetrate sul cortile e un gazebo fiorito.

Ma LùBar non è solo questo: partendo dall’arancino del celebre Ape Car, sotto la lungimirante guida di Ludovico Bonaccorsi che cura ogni dettaglio del servizio e del prodotto, è diventato un indirizzo cult, dove si può gustare il meglio dalla prima colazione al pranzo, dalla merenda alla cena, passando per l’irrinunciabile aperitivo.

Poiché mi occupo di cibo, vorrei soffermarmi sulla rimarchevole evoluzione del ristorante. L’idea dei piccoli piatti da assaggiare e condividere è vincente, così come la matrice fortemente siciliana che domina la cucina; ma il menù si è andato via via arricchendo grazie alla perizia e alla fantasia dello chef Gianluca Santamato e del vulcanico sous chef Facundo Castellani.

I piatti sono degni dei più blasonati ristoranti, sia come ricerca degli ingredienti, sia per gli accostamenti che ne esaltano le caratteristiche, sia per l’attenzione alle cotture. Le alici fritte sono impeccabili, i gamberi rossi un perfetto esempio di eccezionale materia prima e sapienza nella marinatura, gli spaghetti alla crema di bottarga, scorza di limone e panure all’olio di acciughe, così come quelli ai gamberi rossi pomodoro secco e capperi, non vorresti mai che finissero. Un elogio particolare al filetto di sgombro con purea di patate affumicato e cime di rape, perché io so quanto è difficile cucinare questo pesce. Buonissimi infine i dolci: dai classici cannoli all’esplosivo ricottamisù, passando per la frolla con frutta di stagione e gelato al pepe rosa.

Il servizio coordinato da Niccolò Saulo è preciso, veloce, attento, ma non formale, ma la vera chicca finale è la musica dal vivo che scalda i cuori e rallegra la serata.

Un locale , questo di via Palestro, che soddisfa pienamente quattro dei cinque sensi e che, sono sicura, riserverà in futuro altre sorprese.

Dimenticavo: Lu Bar è anche catering.

 

LùBar
Via Palestro, 16 | Milano



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