Letteratura

L’ultimo noir, il romanzo ritrovato di James M. Cain

staff
24 marzo 2013

Esce anche in Italia l’ultimo romanzo di James M. Cain, a più di trent’anni dalla sua scomparsa.
Il maestro del noir, a cui dobbiamo storie di culto come Il postino suona sempre due volte e Mildred Pierce ha lasciato dietro di sé la sua estrema opera, che in molti hanno già definito un capolavoro.
A 83 anni, gravemente malato, Cain era giunto agli ultimi anni di una vita fatta di alti e bassi, di acclamazione e critiche spietate, considerato un genio – il più grande scrittore americano, secondo Albert Camus –  oppure uno scribacchino da Hollywood. Eppure non aveva smesso di scrivere. A soli due anni prima della sua scomparsa, le abilità dell’autore erano vivaci come sempre: Cain stava lavorando a un nuovo romanzo, ma il testo scomparve nel 1977 insieme all’autore.
Fu necessario che Charles Ardai, un appassionato di Cain e a sua volta scrittore ed editore, si mettesse sulle tracce del manoscritto perduto. Dopo quasi dieci anni di ricerche, confronti, e dopo un profondo lavoro filologico e di editing, “The Cocktail Waitress” venne proposto ai lettori americani e, a qualche mese di distanza, arriva finalmente anche a noi.

Freddo e allo stesso tempo incredibilmente sensuale, La ragazza dei cocktail occupa un posto giustamente meritato nella produzione del suo scrittore.
Joan Medford è vedova da poco: suo marito, violento e ubriacone, si è schiantato con la macchina dopo una delle loro liti, lasciandola con un figlio di tre anni, un mutuo da pagare e addirittura dei sospetti di omicidio. Per mandare avanti la sua vita, Joan decide di affidare temporaneamente il bambino all’odiosa cognata, e accetta di lavorare come cameriera per il Garden of Roses, dove la sua bellezza le garantisce laute mance e l’attenzione di tutti i clienti.  In particolare sono in due a contendersi la ragazza: da una parte Tom, giovane e seducente, dall’altra Early, anziano e malato, ma premuroso e ricco sfondato. In questo triangolo dai risvolti importanti, Joan deve scegliere tra stabilità e sincera attrazione, districandosi tra calcolo ed emozioni in una danza complicata e pericolosa.

Le passioni più torbide, le spinte irresistibili che guidano la storia umana con la loro semplice bestialità, il gioco di astuzie nella guerra di tutti contro tutti: gli argomenti del perfetto thriller non mancano.
Valore aggiunto, una vena malinconica percorre La ragazza dei cocktail. La si ritrova nella malattia del vecchio Early, la stessa angina pectoris che affliggeva Cain, e nella sua rassegnazione a corteggiare una donna bellissima che non può essere sua.
Il noir si tinge di nuove sfumature, e conferma oltre ogni detrattore – tempo compreso –  la grandezza del suo autore.

Maria Stella Gariboldi

“La ragazza dei cocktail” di James M. Cain, Isbn edizioni, traduzione di Marco Rossari, pp.256


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