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Maio Restaurant, sei proprio tu? Il 7° piano di Rinascente ha un nuovo look

Giorgia Giuliano
2 Ottobre 2019

Ad maiora! E il Maio Restaurant sa essere per davvero all’altezza – non soltanto delle splendide guglie del Duomo di Milano ma anche di un’offerta gastronomica che insaporisce il panorama, s’impettisce e si accorda con una location che ha di recente subìto un restyling degli spazi: più ottone, più audacia, il vetro sopraffino, la rivoluzione.

Il rinato Maio Restaurant respira nella sua stessa disposizione tra lo Champagne Bar (con Moët & Chandon), il Ristorante e la Terrazza. Uno è la spalla dell’altro e tutti e tre insieme non sono che la testa di Rinascente: il bellissimo palazzo in Corso Vittorio Emanuele ha da sempre mostrato un certo portamento e pertanto non può che stare a testa alta.

Nel rinnovamento del Maio Restaurant la gente ci si specchia e rispecchia, sin dalla –assonnatissima – prima colazione: quella continentale che ha proprio tutti i gusti delle uova o lo sciroppo d’acero come una carezza del risveglio sui morbidi pancake che sono dei cuscini. Il cambiamento infatti coinvolge anche il menù e lo Chef Luca Seveso vien fuori senza chiederlo: a pranzo e a cena, la sua è una presenza contemporanea tra i luoghi e tra gli stili. Lo chef resta in cucina assieme alla sua brigata, certo, ed è a noi che permette di viaggiare tra i sapori e le consistenze: il mare dove non si nuota ma che si assaggia, come nel suo Carpaccio di capesante. Il suo è però un mare che sembra bagnare anche Roma: i Calamaretti scottati con spuma alla carbonara ne sono un chiaro esempio.

Milano non è solo nella vista dal settimo piano ma è anche nel Risotto allo zafferano mantecato con burro acido: lo Chef Luca Seveso dà grande risalto ai risotti e ogni singolo chicco ne vale per certo un altro e un altro ancora.

Maio Restaurant contempla la clientela e la clientela, d’altro canto, lo contempla: è un interscambio senza niente di prestabilito, è l’incanto di un colpo di scena mentre si sta seduti a tavola, è l’arrampicata – con eleganza – sul tetto con la vista sul fianco più bello, quello del Duomo della città, per scorgerne i dettagli. Ammesso che la vista sul nuovo menù non vi distragga troppo.



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