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Mariano di Vaio: intervista al re degli influencer. Ora anche direttore creativo

Vittorio Francesco Orso Ferrari
11 maggio 2018

Un posto nella classifica stilata da Forbes tra gli uomini under 30 più influenti al mondo, una nuova collezione total look, un nuovo brand, un secondo figlio in arrivo. No, non è la rassegna dei successi di una star al termine della propria carriera, ma il profilo del giovane e talentuoso Mariano Di Vaio: marito, padre, influencer, imprenditore ed ora anche direttore creativo del nuovo marchio che porta il suo nome (acquistabile sul portale omonimo, che si distingue dall’e-commerce Nohow sempre da lui fondato).

L’abbiamo incontrato alla presentazione della sua nuova linea di completi, camicie e giacche maschili presso la Galleria Vittorio Emanuele di Milano e ci ha raccontato i suoi abiti, l’ispirazione e la storia di questo progetto, che va ad ampliare l’offerta del brand Mariano Di Vaio in chiave total look. Senza tralasciare – ovviamente – qualcosa di lui.

Con “Mariano Di Vaio” la collezione primavera-estate 2018 si è aperta anche al total look. Come mai questa scelta?
La sognavo da tanto, ma ho aspettato poiché la mia immagine non era ancora adatta a questo tipo di offerta. Mi sentivo troppo ragazzo, troppo street e non all’altezza di un prodotto 100% Made in Italy (e 99% Made in Umbria). Ho aspettato l’aiuto delle persone giuste, le aziende giuste, i tessuti giusti. Oggi però sono contento perché la linea di abbigliamento per il moderno gentleman che ho creato è curata nei minimi dettagli: dal lino organico (tessuto per eccellenza della linea) al bottone lavorato ai materiali, tutti italiani.

Qual è l’ispirazione principale della nuova collezione?
Ho voluto creare qualcosa che avrei indossato dal primo all’ultimo capo, qualcosa che mi rappresentasse in tutto e per tutto. Vorrei che questo marchio riuscisse a rappresentare il lusso e l’alta qualità del Made in Italy con freschezza, senza ingessature e snobismi vari: un nuovo scalino della sartoria italiana, allo stesso livello qualitativo dell’estrema eleganza nostrana, ma ad un diverso gradino di stile, più quotidiano e contemporaneo.

Un aggettivo riassuntivo per tutta la collezione?
Chic-Bohémien: chic perchè il Made in Italy lo è per definizione; bohémien perché ha un’attitudine molto più morbida e rilassata rispetto alla tradizionale sartoria italiana.

Che aspettative riponi in questa linea?
Molte, anche se non dipenderà dal risultato. Ci hanno già contattato grandi realtà online per la vendita, e nel futuro chissà… non nego la possibilità e la voglia di aprire un vero e proprio store firmato “Mariano Di Vaio”.

Passando alla tua vita privata, quanto ha influito su questa nuova sfida?
Tanto. Prima di sposarmi e diventare padre di Nathan Leone non mi sentivo adatto. Sono contento di aver lanciato la collezione in questo momento della mia vita, con questa nuova immagine di me e del mio ruolo. Ho sempre creduto nel potenziale del mio brand e solo oggi mi sento veramente completo.

Ora hai indubbiamente raggiunto il successo, te lo saresti mai aspettato?
Avevo solo una certezza dentro di me: impegnarmi al massimo. Sapevo che non sarebbe stato facile e la strada era tutta in salita, ma prima o poi una chance mi sarebbe stata data e l’importante sarebbe stato non bruciarla in partenza. Nella vita ho imparato che bisogna darsi tanti piccoli obiettivi ed essere realisti nell’affrontarli: solo così è possibile raggiungere il proprio sogno.

Ma parliamo di Forbes. Nominato tra gli uomini under 30 più influenti al mondo: un altro fulmine a ciel sereno?
Non riuscivo a crederci. È stato quasi imbarazzante, quasi non mi fosse dovuto, totalmente inaspettato. Ma me la sono goduta al massimo, è stato un altro grande traguardo di cui vado enormemente fiero.

Tre consigli di stile irrinunciabili nel guardaroba maschile?
I must-have dei quali un uomo non dovrebbe mai fare a meno: occhiali neri, camicia bianca, jeans.

 

 

Credit Ph: marianodivaio.com


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