Arte

Max Beckmann: il grande maestro del ‘900 in mostra a Mendrisio

Elisa Monetti
10 Novembre 2018

Paesaggio con mongolfiera, 1917, olio su tela, Museum Ludwig, Köln/Ankauf 1954, © 2018, ProLitteris, Zurich

È il Museo d’Arte di Mendrisio ad ospitare la straordinaria mostra dedicata a “Max Beckmann. Dipinti, sculture, acquerelli, disegni e grafiche”, un viaggio completo all’interno della produzione creativa di uno dei più interessanti artisti del secolo scorso.

Aperta al pubblico fino al 27 gennaio l’esposizione vuole puntare i riflettori su uno dei nomi del ‘900 artistico di maggiore rilevanza per l’influenza nel mondo suo contemporaneo e capacità di lettura del proprio tempo. 30 dipinti, 17 acquarelli, 80 grafiche e 2 sculture: questo il patrimonio raccolto a Mendrisio, organizzato dall’occhio critico del curatore Siegfried Gohr in una prospettiva cronologica che trova la sua ispirazione negli oggetti comuni presenti nelle opere dell’artista, studiandone valore e senso per dimostrare la complessa simbologia, mai prima d’oggi tanto centrale in un progetto espositivo, presente in tutto il lavoro di Beckmann. È infatti grazie a questo specifico e personalissimo vocabolario di significati che l’artista è stato capace di dare nuova vita ad alcune delle più antiche immagini dell’arte: nature morte, paesaggi, interni e ritratti.

Nato a Lipsia nel 1884, comincia a frequentare l’Accademia di Weimar ad appena 15 anni. Ispirato dagli studi e dall’esperienza all’interno del movimento del Secessionismo tedesco, si afferma come pittore con uno stile altalenante tra impressionismo ed espressionismo.

  • Rêve de Paris Colette, 1931, olio su tela, Collezione privata, © 2018, ProLitteris, Zurich

  • Donna addormentata, 1924, olio su tela, Collezione privata, © 2018, ProLitteris, Zurich

  • Gli amanti (verde e giallo), 1940-1943, olio su tela, Museum Ludwig, Köln/Legat Lilly von Schnitzler-Mallinckrodt, Ankauf 1957, © 2018, ProLitteris, Zurich

  • L’incantatrice di serpenti, 1950, bronzo, Collezione privata, Germania © 2018, ProLitteris, Zurich

È però la Prima Guerra Mondiale a segnare un punto decisivo nella sua vita di uomo e di artista. Congedato dopo pochi mesi per esaurimento nervoso, Beckmann, rimasto profondamente segnato dall’esperienza al fronte, abbraccia completamente l’espressionismo con cui comincia ad affrontare temi angosciosi e terribilmente violenti. Il suo stile, influenzato dal cubismo, si inasprisce diventando sempre più duro e spigoloso.

Il suo pennello comincia a distendersi già negli anni ’20, presumibilmente influenzato dalla pittura francese. Ma appena un decennio dopo la Storia torna a infliggergli una nuova tragedia. Nel 1933 il regime nazista lo costringe ad abbandonare l’insegnamento e appena pochi anni dopo, nel 1937, la sua arte viene marchiata come “degenerata”. Davanti a questo l’artista sceglie l’esilio, in Olanda prima e negli Stati Uniti poi. È in questo periodo travagliato che si collocano le sue opere di tema biblico e mitologico. In America ritrova la fama persa durante il periodo nazista, celebrità che tuttavia gli sarà portata via dall’improvvisa morte nel 1950.

Beckmann è stato senza dubbio uno degli artisti del ‘900 più influenzato dalla storia del suo tempo: le sue opere quanto la sua vita ne rappresentano infatti una grande testimonianza. Oltre che delle tragedie della guerra, tuttavia, è stato in grado di farsi animare dalle atmosfere di pace e bellezza ritrovate nei suoi numerosi viaggi in Italia e in Francia, sulle coste mediterranee che tanto amava ricreare sulla sua tavolozza. Un amore che per la prima volta da molto tempo, il sud dell’Europa ricambia con questa imperdibile mostra.

 

Max Beckmann. Dipinti, sculture, acquerelli, disegni e grafiche
28 ottobre 2018 – 27 gennaio 2019
Museo d’arte Mendrisio, Piazzetta dei Serviti 6850 – Mendrisio, Svizzera
Orari: da martedì a venerdì 10-12 e 14-17; sabato e domenica 10-18; lunedì chiuso


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