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MDLSX: il genere fluido secondo Gucci

Martina D'Amelio
16 Gennaio 2019

A Gucci il compito di chiudere le passerelle di Milano Moda Uomo con un evento suis generis – è il caso di dirlo.

Nonostante abbia rimandato la canonica sfilata co-ed come di consueto a febbraio, Alessandro Michele ha voluto comunque omaggiare la città con uno show tra arte e moda: la sede del brand del gruppo Kering in via Mecenate, meglio conosciuta come Gucci Hub, per una sera si è animata con lo spettacolo speciale MDLSX  firmato dalla compagnia Motus (per la regia da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò). Una performance suggestiva ispirata al libro cult di Jeffrey Eugenides “Middlesex”, con protagonista l’artista Silvia Calderoni.

Una figura di spicco del teatro d’avanguardia amatissima dal designer di Gucci, che l’ha scelta come solista per mettere in scena un vero e proprio inno alla fluidità di genere. Un lavoro che Michele, da quando è entrato nelle fila di Gucci, porta avanti con passione, rifuggendo schemi e convenzioni, all’insegna dell’immaginazione e dell’autodefinizione. E che è stato ben riflesso nel viaggio eclettico in una sera di Calderoni, che ha mixato dj set, identità sonora e teatrale sul palcoscenico.

Il risultato? Una sorta di spontaneo Manifesto Queer: essere altro dai confini del fisico, libertà pura dell’espressione e della crescita, nessuna restrizione (del colore della pelle, della nazionalità imposta, della territorialità forzata, dell’appartenenza a una Patria). Sul fronte dell’unico terreno comune, la Molteplicità.

Un vero e proprio addio alle imposizioni: In MDLSX collidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie tra fiction e realtà.
Lo spettacolo by Gucci chiude il sipario su una settimana della moda uomo che è stata anche molto femminile. E accende i riflettori sul futuro delle distinzioni di genere come di categoria. Un primo passo verso una sempre più unica, inclusiva fashion week?



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