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MDW2019: da L’Ov Milano la mostra #lovdesign in co-lab con Soup Opera

Giorgia Giuliano
8 Aprile 2019

Quella dell’uovo è una forma comoda. Se la spassa su di un open toast ma anche in un open space. Nel primo caso l’uovo è buono, nel secondo funziona.

Impegniamoci a pensare che il cibo non ci può stare in una sorta di recinto, soltanto tra i tavoli e le padelle: quello dell’uovo non è un ruolo circoscritto, ma è piuttosto un angolo di casa meno vuoto, una parete riempita, una sedia ricurva. Cucina e design smentiscono i limiti che spesso (e involontariamente) noi stessi diamo alle cose: è qui che entra in gioco #lovdesign, un progetto nato in collaborazione con Paola Buzzini – ideatrice di Soup Opera – e L’Ov Milano, bistrot a tutto tondo (e a tutto uovo) che mette in carta e in evidenza che la tradizione sta anche nelle proposte più internazionali: uova in camicia, al tegamino, omelette, con più o meno sale, da sole o sul pane. A ognuno il suo (tuorlo).

Durante il Salone del Mobile 2019, il locale ospiterà una piccola mostra promossa da Canon, digital partner di questo progetto da viaggio volto a esaltare in primis il sapore funzionale dell’uovo: ad intrecciarsi coi dettagli di un bistrot dove tutto sembra così perfettamente al proprio posto, una selezione di pezzi di design ispirati all’uovo, realizzati con la stampante fotografica professionale PIXMA PRO 1000. Tra i designer esposti Sebastian Bergne con il suo Decanter Egg: dopotutto l’uovo è contenitore, ma stavolta è pensato per metterci dentro il vino. Thor Larsen con Ovalia, la poltrona avvolgente come un guscio. O lo svedese Solar Egg di Bigert&Bergstrom, un uovo sauna immersivo ma che si affaccia alla natura quasi fosse un balcone. Ben in vista anche la vetrina decorata a mano (e ad hoc) dalla bravissima Serena Oliva.

Durante la Design Week, arte e gastronomia accadono contemporaneamente, senza superarsi, piuttosto affiancandosi e rendendo la vista anche gusto. L’Ov Milano ha pensato a un piatto esclusivo prima di tutto per le materie prime utilizzate – quelle che, per l’appunto, vengono escluse: l’uovo di Selva all’amatriciana si arricchisce con un pesto di foglie di sedano, spinacino, chips di buccia di patata e pane raffermo.

La piccola mostra si può gustare a colazione, a pranzo, a cena o a merenda perché, del resto, l’uovo ingloba tutto.

 

Ph Credits Elisa Zucca

 

 



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