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Milano: 5 cose da sapere sul Museo del Design più grande d’Europa

Beatrice Trinci
6 Febbraio 2019

È ufficiale: Milano si prepara ad accogliere il museo del design più grande d’Europa. La tanto attesa struttura, nata dalla partnership tra la Triennale e il Compasso d’Oro Adi, andrà ad animare una delle zone più innovative del capoluogo lombardo, accogliendo il pubblico in un ampio spazio espositivo adatto a tutti i gusti e a tutte le esigenze. Una struttura poliedrica e altamente digitalizzata che ha l’obiettivo di far conoscere in maniera ancor più dettagliata la maestria italiana di un settore in continuo sviluppo.

Ecco tutto quello che dovete sapere sul futuro Museo del Design di Milano.

Quando e dove? La più grande struttura espositiva d’Europa dedicata al design si chiamerà Museo del Compasso d’Oro Adi, vanterà oltre 5.000 metri quadrati in ambienti e andrà ad arricchire l’ex area industriale rinnovata di via Paolo Sarpi, tra via Ceresio e via Bramante. Frutto di un progetto iniziato nel 2011 grazie all’amministrazione comunale di Milano, questo vero e proprio “museo contemporaneo” aprirà finalmente i suoi spazi al grande pubblico nel 2020. Diversi sono quindi i mesi che ancora ci separano da questa nuova, entusiasmante esperienza meneghina, ma sembra che il risultato varrà l’attesa.

Il futuro volto del museo. Come dichiarato da Umberto Cabini, imprenditore e presidente della Fondazione Adi Collezione Compasso d’Oro, il museo avrà un carattere narrativo e un forte approccio digitale, ospitando in 3000 metri quadrati una rassegna permanente degli oggetti d’arredo premiati dal 1954 fino ad oggi con oltre 2.300 pezzi previsti in collezione, oltre a periodiche mostre a tema che si alterneranno alle esposizioni fisse, rendendo così il Museo del Design una delle mete più esclusive e up to date della regione.

Il “museo narrante”. Così viene definito il futuro tempio del design, un luogo sacro dove l’azione conta più della passiva osservazione, dove il visitatore diventa protagonista attivo all’interno dei diversi ambienti. A darcene un’idea più chiara sono Migliore, Servetto e Lupi, gli architetti che da tempo trasformano gli spazi museali in vere e proprie storie da vivere: “Il progetto è concepito come una sorta di Arca contemporanea dove conservare e far vivere tutte le specie di qualità del design italiano, attraverso la costruzione di un ‘paesaggio’ di design con ricchezza di vedute, da esplorare e indagare, implementabile e mutabile nel tempo. Parliamo di museo narrante perché lo spazio deve trasmettere una storia, capace di rendere il visitatore attivo protagonista. Il progettista, dunque, è chiamato a disegnare non più strutture espositive, ma relazioni tra lo spazio e gli oggetti, tra gli oggetti e l’uomo, tra l’uomo e la storia”. Insomma, uno spazio polifonico costruito per il pubblico che potrà così dialogare in maniera tutta nuova con una struttura espositiva, compiendo azioni individuali e collettive: dal toccare al cercare, dall’ascoltare al creare.

Non solo esposizioni. Il progetto è decisamente ambizioso: se infatti saranno circa 3000 i metri quadrati dedicati alle mostre, i restanti 2000 si trasformeranno in un punto di riferimento a livello internazionale per tutte le attività che ruotano attorno al design. Qualche esempio? La struttura accoglierà sale riunioni, uffici, bookstore, biblioteche, l’archivio storico dell’Adi e una zona dedicata alla ristorazione. Proprio quest’ultima si preannuncia già come una delle nuove mete cult del panorama meneghino, a giudicare dal successo che stanno riscuotendo esperienze simili in città – basti solo pensare a Enrico Bartolini all’interno del Mudec di via Tortona.

Perché Milano? Per dirla con le parole dell’assessore Magoni: “Si tratta di un progetto unico a livello europeo ed è una opportunità eccezionale per far acquisire a Milano e alla Lombardia una dimensione sempre più internazionale. Regione Lombardia crede fermamente nel design, volano economico fondamentale non solo a livello regionale ma in ambito nazionale. Il Museo permetterà ancora una volta di metter in mostra la creatività e il genio dei nostri designer, eredi dello spirito del grande maestro Leonardo Da Vinci. Il museo è dunque un regalo per il futuro dei nostri giovani, che avranno la possibilità di ammirare opere tra tradizione e innovazione che hanno fatto scuola, un esempio pratico per creare un avvenire migliore“.

 

 

 

 

 



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