Arte

Milano: apre alla Triennale il primo Museo del Design Italiano

Beatrice Trinci
8 Aprile 2019

Dopo le numerose e fortunate edizioni del Salone del Mobile, non poteva che essere Milano la prima città ad accogliere il Museo del Design, una culla artistica tutta dedicata all’artigianalità italiana e ai complementi d’arredo che hanno fatto la storia del bel Paese. La Triennale ha aperto così le sue porte a un nuovo percorso espositivo tutto dedicato, ça va sans dire, al design che ha reso prima il capoluogo lombardo, poi la nazione intera, sinonimo di eccellenza e qualità nel settore.

Da pezzi classici come la radio Brionvega alle vecchie scritte con i nomi delle stazioni della metropolitana rossa, fino a accessori, mobili, poltrone e lampade: sono pressoché infinite le opere iconiche raccolte dal nuovo polo museale. E se siete curiosi di sapere cosa vi aspetta, continuate a leggere: ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo Museo del Design meneghino.  

1 – Quando? Il Museo è stato inaugurata oggi, proprio in concomitanza con la Milano Design Week 2019: una data strategica che va ad arricchire il già variegato palinsesto di eventi e attività che animeranno questa settimana in città.

2 – Dove? Ideata dal direttore Joseph Grima, la permanente prende sede nelle sale della Triennale, il Palazzo dell’Arte progettato da Giovanni Muzio all’inizio degli anni Trenta, che ogni anno propone al pubblico mostre, convegni ed eventi dedicati alle più disparate discipline, confermandosi una delle maggiori istituzioni culturali della regione. Qui, al piano terra, su oltre 1300 metri quadrati, è stato allestito un ampio percorso che si snoda attraverso gli oggetti-icona che hanno fatto la storia del design italiano. Un’offerta seppur ampia, tuttavia incompleta, che infatti andrà ad arricchirsi nel corso dei prossimi anni: il museo continuerà a crescere fino al 2022.

3 – Lavori in corso. Il progetto del Museo del Design Italiano è qualcosa di davvero complesso, e lontano dal considerarsi compiuto. In questo primo periodo, infatti, i visitatori potranno godere solo del primo drop di un più ampio piano di espansione e acquisizioni da parte della Triennale, che si limita ora a proporre complementi d’arredo di un preciso intervallo temporale: le opere, infatti, partono dal Dopoguerra per fermarsi all’inizio degli anni Ottanta. “È il periodo di maggiore influenza dei designer italiani del mondo – ha dichiarato GrimaQuesto deve essere un luogo di ispirazione prima ancora che di memoria”. Ecco perché sono state inserite anche le voci di alcuni degli artisti esposti, testimonianze e aneddoti che saranno a loro volta arricchiti di nuovi dettagli e particolari inediti.

4 – I protagonisti. Sono 200 le opere ospitate al momento nelle sale del museo, tutte firmate dai più importanti nomi del settore, qui riuniti per celebrare l’inimitabile stile italiano. Nello specifico, organizzata cronologicamente, con una timeline che “scorre” lungo la parete, la selezione racconta i tre decenni che hanno contribuito a fare di Milano la capitale dell’industrial design: dai mobili brianzoli del boom economico (una su tutti, la Superleggera di Ponti) agli strumenti di calcolo e le macchine da scrivere di Olivetti, dagli arredi pop degli anni ’60 fino alle tv e alle radio disegnate da Zanuso, ma anche i Moon Boot atterrati sul mercato dopo lo sbarco sulla Luna, la celebre lampada Falkland di Bruno Munari e la poltrona Proust, pezzo icona del postmodernismo di Alessandro Mendini. Questi sono solo alcuni dei pezzi esposti alla Triennale accanto a fotografie, campagne pubblicitarie e packaging originali che trasportano il visitatori in un viaggio visivo extratemporale.
“Abbiamo cercato di semplificare il più possibile l’esposizione, rendendo la mostra comprensibile anche a un pubblico di non esperti, lasciando che gli oggetti raccontino se stessi e la loro storia. Non è stato semplice, abbiamo lavorato sulle spalle di giganti perché qui, in Triennale, si è formata la storia del design italiano”, ha precisato il curatore.

5 – Episodio 1. “Questa esposizione, intitolata “Parte I”, è la prima fase di un progetto più a lungo termine – ha spiegato Stefano Boeri, presidente della Triennale – che andrà ad arricchire la nostra collezione permanente con nuove acquisizioni provenienti da archivi, scuole, università e musei aziendali”. Un progetto a tappe, insomma, che si completerà con l’ampliamento degli spazi del Palazzo dell’Arte, a cui verrà aggiunta una nuova sala espositiva ipogea da 6000 metri quadrati collocata sotto l’attuale giardino della struttura. Potremmo dunque considerarlo come il primo episodio di una serie di successo: “Oggi si apre un nuovo capitolo, siamo stati capaci di rispondere alla sfida di un museo permanente capace di far parlare gli oggetti e sprigionare la loro identità”. Un museo, aggiungeremmo, che siamo certi diventerà la più grande rappresentazione del design italiano al mondo.



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