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Milano loves Shopping: la città è la regina del fashion retail

Martina D'Amelio
14 Maggio 2019

Tutti vogliono aprire una boutique a Milano. È quanto emerge da una recente ricerca sul mercato immobiliare, Milano loves Shopping, che elegge il capoluogo lombardo a meta più ambita per i nuovi opening a livello retail.

Lo studio diffuso in occasione di Mapic Italy 2019 e firmato da JLL, società internazionale leader globale nei servizi immobiliari e nella gestione degli investimenti, offre un’analisi dettagliata e puntuale dell’andamento del mercato retail real estate nel capoluogo lombardo, con un particolare riferimento alle aree cosiddette High Streets.

I dati parlano chiaro: solo nel 2018 sono stati investiti 518 milioni di euro nel settore immobiliare retail a Milano, pari al 60% di quanto investito in tutta Italia. Numeri che decretano la supremazia della città come capitale nostrana del fashion shopping e meta preferita per l’apertura di flagship store da parte di tutti i brand più quotati.

Negli ultimi 5 anni, circa 1,7 miliardi di euro sono stati investiti nel settore retail nelle zone centrali di Milano, pari al 92% degli investimenti totali fatti in città. Il valore medio di una transazione è stato di 72,5 milioni di euro.

Ma chi investe di più nelle nuove aperture milanesi? Si tratta soprattutto di marchi di origine straniera. Le zone della città più attrattive per il fashion retail? Il report ne individua 12, che concentrano 1.426 negozi e più di 1.000 marche: si va dal Quadrilatero della moda, seguito da Corso Venezia, San Babila, Vittorio Emanuele e relativa Galleria. Gettonati anche il Duomo food Hub, Piazza Cordusio, Via Dante, Via Torino, Corso Buenos Aires, il Brera District, Corso Garibaldi, Porta Nuova, e infine Corso Vercelli.

In termini di pubblico, al primo posto si trova la zona del Duomo e della Galleria Vittorio Emanuele II, con 94.900 passaggi giornalieri in media. Se si considera il numero di negozi già presenti invece, al primo posto si posiziona il Quadrilatero della Moda (al momento, 307 punti vendita), al secondo posto Corso Buenos Aires (con 207 negozi e 288 vetrine) e al terzo posto il distretto di Brera (174 negozi e 402 vetrine).

Il report prende in considerazione diverse tipologie di negozi: le catene, gli independent store e i service/vacant store. A dominare sono gli shop sotto i 250 metri quadrati, più gettonati in Corso Vercelli e nel distretto di Brera, mentre le catene e i brand di lusso preferiscono corso Buenos Aires e via Torino, grazie alla disponibilità di grandi spazi (Brera e corso Garibaldi non raggiungono il 50% della penetrazione di catene, preferendo gli artigiani locali italiani). La presenza straniera si concentra sostanzialmente in via Dante, via Torino e Porta Nuova.

Vestiti e accessori rappresentano il settore top in molti distretti: basti pensare al Quadrilatero, con i suoi 231 fashion shop su un totale di 313. In crescita il settore food & beverage in tutta la città. “La reputazione di Milano è sempre più associata alla moda, ma anche al design, al cibo, al business e allo sport” afferma Monica Cannalire, Head of Retail Agency di JLL. “Inoltre, si è affermata come meta privilegiata per i turisti negli anni. A parità di investimenti nei costi immobiliari di occupazione, la città risulta più profittevole nei fatturati dei retailer, ovvero si fa più shopping e i ticket medi sono più alti che in ogni altra piazza italiana”. E noi non possiamo che esserne orgogliosi.



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