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Milano Moda Uomo: cosa ci attende alla MFW

Martina D'Amelio
10 Gennaio 2020

Uno scatto della collezione FW19/20 di A Cold Wall

Milano Moda Uomo scalda i motori. Ad attenderci, una delle edizioni più ricche e internazionali di sempre: ecco tutto quello che ci aspetta da oggi al 14 gennaio.

26 sfilate, 46 presentazioni, 5 presentazioni su appuntamento e 22 eventi, per un totale di 100 appuntamenti, con un giorno in più. Tanti i rientri, i nomi nuovi e i big brand che hanno scelto di sfilare alla MFW con le collezioni autunno-inverno 2020/2021, risollevando così le sorti della manifestazione, sottotono nelle ultime stagioni.

Milano Moda Uomo sarà aperta dal big event per l’anniversario dei gemelli Dean e Dan Caten di Dsquared2 e chiusa da Gucci (e questo già lo sapevamo). La prima grande novità è la folta presenza di designer inglesi, grazie a una collaborazione siglata dalla Camera con il British Fashion Council, a partire dal prodigio Samuel Ross con il suo brand A Cold Wall (in schedule 13 gennaio). Tra i rientri, abbandonano il co-ed per la sfilata singola maschile N°21Ferragamo; e ritornano dopo le recenti trasferte IcebergPradaMsgm, Ermenegildo Zegna e i brit Stella McCartney e Alexander McQueen.

Decisioni, queste, che hanno un peso importante, come ha voluto sottolineare Capasa nel corso della conferenza stampa di presentazione: “Devo per questo ringraziare la visione dei nostri associati, a cominciare da Gucci, che non solo ha scelto di tornare a presentare l’uomo, ma ha voluto farlo nella giornata conclusiva di martedì. Il menswear è uno dei segmenti che crescono maggiormente ed è giusto che si riprenda i suoi spazi, anche in termini di calendario”.

Tra le new entry, nomi come Marco De VincenzoFabio Quaranta che sfilerà supportato da Cnmi, Reshake (dalla Cina), Han Kjøbenhavn (dalla Danimarca) che vanno ad aggiungersi al brand di Ross. Ma l’asse Milano-Londra si rafforzerà maggiormente anche grazie a un evento congiunto (ancora top secret) realizzato in tandem tra uno stilista italiano e uno del Regno Unito e London Show Rooms, il contenitore di talenti che occuperà per tutta la durata della fashion week uno spazio in via Savona 56. Protagonisti, 10 designer emergenti britannici e 5 italiani. “L’intesa è stata fatta con spirito di collaborazione ed è anche un messaggio, nell’anno della Brexit, per dire che noi, come moda, vogliamo continuare a cooperare”, ha precisato il presidente.

E tutto per una volta fa ben sperare, anche i dati: “Ci aspettavamo un anno flat, ma il balzo delle esportazioni del 6% consente di chiudere il 2019 del fatturato del settore moda con un incremento stimato dello 0’3%. Non è molto, ma lascia ben sperare per l’avvio del prossimo anno”, ha continuato. Incrociamo le dita.

 

 

 

 



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