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Milano non rifiuta: è arrivata Too Good To Go, l’app antispreco

Giorgia Giuliano
5 Agosto 2019

Siamo consumatori paradossali – attenti e svogliati allo stesso tempo: se è vero che le nostre scelte alimentari sono più orientate alle diciture bio che non al gusto, è vero anche che quelli che selezioniamo sono gli stessi prodotti a cui purtroppo non sappiamo dare un’altra chance. Sembra difficile investire in riutilizzo: pertanto, anche la qualità finisce tra i rifiuti – una consapevolezza che pesa ogni anno 10 milioni di tonnellate solo in Italia. Costa caro questo spreco alimentare sia in termini di spesa che di lancette d’orologio. Le nostre abitudini di consumo generano un surplus che diviene accumulo ed è facile scartarlo perché scartare dopotutto è un gesto comodo. Se gli effetti sull’ambiente sono inevitabili, la maniera in cui potremmo agire non lo è affatto.
E se gli scarti diventassero la nostra prima scelta?

L’ha pensata così un gruppo di danesi che nel 2015 ha fondato a Copenhagen Too Good To Go, una start up presto diventata cittadina di 10 Paesi europei tra cui Francia e Germania, fino a fare il suo ingresso anche Italia (e per di più senza ottenere rifiuti). La piattaforma B2C intende in parte ovviare al problema dello spreco alimentare garantendo allo stesso tempo la sostenibilità economica della piattaforma stessa: ristoranti, forni, pasticcerie e supermercati si ritrovano in un unico canale, condividendo un approccio altrettanto unico volto a valorizzare quel cibo di qualità che a fine giornata resterebbe invenduto, senza alcuna possibilità di recupero. L’utente iscritto (gratuitamente) alla piattaforma è libero di muoversi in maniera intuitiva cercando sulla app le attività che vi hanno aderito o direttamente un piatto specifico, per poi ordinarle con un click.

Preferire To Good To Go rispetto alle altre piattaforme di food delivery preannuncia di sicuro un acquisto consapevole, ma che avviene tuttavia alla cieca: gli alimenti sono infatti contenuti all’interno di una Magic Box che bisognerà ritirare fisicamente in negozio all’orario di chiusura dello stesso. La sostenibilità è anche un compromesso, se si considera il costo sempre compreso tra i 2€ e i 6€.

A Milano sono oltre 50 i ristoranti e i supermercati che vi hanno aderito, tra cui Eataly che fa sold out quasi immediatamente. Un food trend nel food trend perché tra gli esercenti da cui poter acquistare la Magic Box c’è anche Poke House con il suo food symbol hawaiano, il poke: del resto, la cucina healthy è in costante crescita nell’ambito del digital food delivery e tra i piatti a domicilio più richiesti spicca proprio questa bowl che alterna proteine e superfood. Tra i forni e le pasticcerie di Milano che hanno abbracciato la causa del “Troppo buono per essere buttato” anche il micropanificio artigianale Le Polveri con i prodotti da forno – dal pane alle brioche per la prima colazione – lavorati con lievito madre e farine bio selezionate, oltre all’iconica pasticceria Pavé con un ricco assortimento di prodotti artigianali che varia in base alle giornate e che a To Good To Go aderisce ben due volte con Pavé – Break il cui focus è sull’asporto salato e per la prima colazione.

Too Good To Go incoraggia insomma un acquisto alla cieca che, ciò nonostante, sembra avere gli occhi ben aperti sul mondo.



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